5 domande + 1 a Viviana Lapertosa

Letto 53430 volte.

Logo 5 domande + 1Lei si definisce la cuoca della porta accanto ma è anche giornalista e scrittrice per il Gambero rosso. Nel 2002 esce in libreria con  “Dalla fame all’abbondanza. Gli italiani e il cibo nel cinema italiano dal dopoguerra a oggi”. Oggi ritorna con il libro di ricette “Finger food”, dove il cibo si può toccare con le dita, e la sua presentazione in tavola diventa importante quasi come il cibo stesso. Ma il tocco in più sta nel fatto che le ricette provengono dalla tradizione della cucina regionale e familiare.
Conosciamola meglio!

1. Come ti sei avvicinata al cibo nei diversi momenti della tua vita?

Che mi ricordi mi è sempre piaciuto “sporcarmi le mani” o giocare con pentole e cucchiai di legno invece che coi classici giocattoli. Fin da piccolissima mi proponevo per aiutare nella preparazione del pranzo e allora mi davano da spuntare fagiolini, sbaccellare piselli, impastare polpette  o sgusciare gamberetti. Poco più tardi, quando pretendevo di avvicinarmi ai fuochi, mi regalarono il primo “Dolce Forno”(chi se lo ricorda?)e da lì non mi sono più fermata. Oltre a questo devo dire che mi piaceva molto anche leggere di cucina, mi bevevo praticamente ogni libro per bambini che avesse qualche pagina dedicata al cibo o alle ricette, altro ricordo preistorico per esempio è il volume dei Quindici, Fare e Costruire, con il quale ho iniziato a pasticciare i primi dolci e spuntini. Crescendo mi perdevo nell’Enciclopedia della cucina di mia madre, un vero capolavoro che consulto ancora oggi, eccellente per la cucina regionale e gli aneddoti su chef e gastronomi. Poi sono venuti gli abbonamenti a tutte le riviste possibili, i ricettari importanti e parallelamente le prime cene vere e gli apprezzamenti di amici e parenti. Nel frattempo all’Università la materia di studio prescelta per la tesi era Storia del cinema. Facile unire le due passioni e laurearmi con un titolo come “DALLA FAME ALL’ABBONDANZA. GLI ITALIANI E IL CIBO NEL CINEMA ITALIANO DAL DOPOGUERRA AD OGGI”, premiata poi dai giornalisti cinematografici italiani come miglior tesi dell’anno e successivamente pubblicata dall’editore Lindau. Subito dopo un Master in giornalismo enogastronomico e un corso per cuochi professionisti alla Città del gusto del Gambero Rosso sono stati la svolta per iniziare a lavorare per le guide e la rivista mensile e cimentarmi come cuoca e autrice di ricette.

2. Cosa ti spinge ora a cucinare per gli altri?

Sempre e solo la passione. Per me la cucina è un piacere e faccio fatica anche adesso a considerarla un lavoro; questo a volte può creare qualche problema perché ho un approccio che può sembrare poco furbo, non da professionista, fuori dal tempo, ma io non conosco altre vie che cucinare per far felice qualcuno, per star bene e far star bene, un approccio quasi da casalinga anni ’50 che si fa in quattro per accontentare il maritino e la famiglia, assecondarne i gusti, preparare i piatti preferiti. Ecco cerco di non perdere mai questa dimensione anche nei catering più formali o quando mi offrono cifre da capogiro, se manca l’aspetto della gioia e del piacere della cucina rinuncio.

3. Quali sono i libri sul cibo che hai scritto e perchè?

Bè sono solo a quota 2, il saggio su cinema e cibo e FINGER FOOD, il mio primo libro di ricette edito dal Gambero Rosso. Due cose diverse ma che mi rispecchiano molto, (specie nell’impostazione “ordinata”, sono una bilancia!) e nelle quali ho cercato di mettere tanto di me. Finger food in particolare mi racconta più di qualsiasi biografia, c’è dentro tutto il mio mondo, i viaggi, le passioni, i gusti, le esperienze, la mia “pugliesità” e nonostante il nome “modaiolo” è un libro schietto, di sostanza, proprio come me. Detto questo spero di continuare, adesso sto lavorando a “La stanza del mangiare” un libro di ricordi e ricette della famiglia e della casa di mia nonna.

4. Per te il cibo è anche una questione di moda?

E’ inutile negare che il titolo e la copertina di Finger food stiano contribuendo a creare interesse e successo intorno al libro, però ripeto, basta sfogliarlo per capire che ha poco a che fare con happy hour e mode del momento. D’altra parte è vero che non si è mai parlato tanto di cibo, chef e gastronomia come in questo periodo. Io penso che col tempo ci sarà una naturale “selezione”, chi è veramente appassionato lo sarà sempre, chi lo fa per moda tra un po’ si stancherà e passerà ad altro. 
 
5. Come fai colazione la mattina?

Ho una deformazione professionale per cappuccino e brioche… lavoro da cinque anni alla guida dei bar d’Italia del Gambero, conosco a memoria decine e decine di bar della penisola, per me una mattina senza colazione al bar è troppo triste! Ultimamente infatti ho dovuto rinunciare al dolce risveglio (no a latte, uova e burro!!!) e non sono più la stessa. La sostituzione prevedeva agrumi, caffè d’orzo, cereali e latte di soia (puah), ma non ce la faccio proprio, così faccio di testa mia con 2 pompelmi appena spremuti, a casa, e più tardi bicchiere d’acqua e caffè al bar, come sempre senza zucchero. 

5+1. Cosa senti che ti lega al mondo del cibo?

Rischio di ripetermi, al cibo mi legano i ricordi, i momenti piacevoli, la gioia, il piacere di stare bene cucinando e di condividere la felicità della tavola.

Viviana Lapertosa
 

Commenti


  1. Quanto mi sta simpatica!!! Veramente brava, disponibile, eclettica, geniale….insomma chi più ne ha più ne metta!! Del suo libro ho provato moltissimi finger e ogni volta è un successo!!
    Aveo intrasentito del suo progetto “la stanza del mangiare” alla presentazione del libro precedete…speriamo esca presto!

    Viviana anche tu intolleranze??? Io sono 2 mesi che rinuncio a latte (e derivati) uova e pomodoro…ed ancora manca un lunghissimo mese!!! Voglio provare il succo di pompelmo come dici tu…anche se un bel marocchino con un cornetto caldo me lo sogno la notte!!

    Commento by chiara

  2. Viviana è una grande,complimenti Fra e un grande grazie a Viviana per come scrive e come cucina!

    Commento by Lory

  3. Mi è piaciuta molto questa intervista.
    Anche per me il cibo si lega ai ricordi della mia vita. Brava Viviana e … brava Francesca!

    Commento by Saffron

  4. Brava Francesca e complimenti a Viviana Lapertosa che voglia ho di comprare quel suo libro che già da un pò mi sorride dalle pagine della rivista e del sito di gambero Rosso

    Commento by CoCo

  5. anche a me la sua intervista è piaciuta molto 🙂

    Commento by Francescav

  6. Si brave tutte e due. Però a me piaceva molto l’idea che Viviana continuasse ad occuparsi di cibo e arte, cibo e cultura. Ma avrà tempo per farlo

    Commento by La_Sposa

  7. Io lo ricordo molto bene il ‘Dolce Forno’, lo regalarono anche a me quando avevo appena 5 anni. Costringevo l’intera famiglia e il vicinato ad assaggiare ogni mia creazione.
    Sarebbe bello se ancora adesso creassero dei giocattoli simili, piuttosto che limitarsi alla playstation: incoraggerebbero la creatività e insegnerebbero il valore della tradizione e del calore familiare. Certo le mamme potrebbero coinvolgere i loro bambini nel tempo consumato in cucina.
    E’ un’intervista molto piacevole e sono lieta di conoscere Viviana: “La stanza del mangiare” mi sembra un progetto accattivante.

    Commento by Acilia

  8. Grande passione ed umiltà questo è quello che traspare da questa intervista, questo è quello che ci vuole per diventare il numero1 e lei sta sulla buona strada.
    Grazie Viviana e grazie Francesca.

    Commento by Ady

  9. Quanto avrei voluto avere anch’io il Dolce Forno! Bella intervista ad una persona che ha avuto la fortuna di fare della sua passione un lavoro e di lavorare con passione. Mi segno Finger Food per la prossima volta che vengon in Italia. Un saluto ad entrambe

    Commento by Alex

  10. lasposa: grazie.

    acilia: io il dolce forno non l’ho mai avuto 🙁 Sono d’accordo, un giocattolo istruttivo, sia per avere i primi approcci con il cibo da preparare, sia come qualcosa da condividere con gli altri.

    ady: sì, la passione è il motore di tante cose.

    alex: un saluto anche a te!

    Commento by Francescav

  11. “io non conosco altre vie che cucinare per far felice qualcuno, per star bene e far star bene” me lo tatuo sulla coscia destra.
    E’ così, assolutamente.

    Commento by Michela

  12. ehi, che forte… l’avevo visitato il suo blog un po’ di tempo fa! non avevo capito che fosse una giornalista/cuoca/scrittrice.. ma son forti queste interviste francesca! e il dolce forno… mamma mia che ricordo improvviso!

    Commento by adina

  13. Hi Francesca, it was very interesting reading about you. Thanks for sharing.

    Commento by Cynthia

  14. Bella intervista Francesca! Grazie a te ho scoperto una mia concittadina sorprendente! ^_^
    Le vie del Blog sono infinite! 😉

    Commento by fabdo

  15. Un’intervista che mi ha permesso di conoscere un pochino di piu` una persona della quale sapevo poco nulla e che si rivela davvero simpatica oltre che appassionata di cucina in modo realmente profondo. Grazie Francesca.

    Commento by Kja

  16. Non so come ringraziare tutti per le cose bellissime che ho letto. Sono contenta e commossa ma nello stesso tempo stupita. Non credo di essere poi così straordinaria, in fondo ragazzi stiamo parlando di cucina, di mangiare, di cose molto banali e quotidiane se vogliamo, di “materia bassa” come diceva il mio professore di storia del cinema (quando si opponeva al mio argomento di laurea). E poi ditemi chi è che riesce a cucinare senza passione o solo per se stesso? Conoscete qualcuno che prepara piatti e cenette di tutto punto senza che ci sia qualcuno che assaggerà (criticando o apprezzando ma è un dettaglio), è chiaro che si cucina sempre per gli altri, io sarò malata ma se sono da sola al massimo un’insalata o mi butto nel junk food! Capisco che da qualche tempo a questa parte c’è chi “si crede” solo per il fatto di inventarsi una ricetta ma Dio ce ne liberi, cerchiamo di restare con i piedi per terra…
    un abbraccio a tutti
    V.

    Commento by cuoca

  17. cara cuoca Viviana, trovo bello ciò che scrivi, riavvicini il cucinare ad un’esperienza comune e di condivisone, come penso sia giusto che sia, dove l’emotività personale gioca un ruolo importante. Leggendo i commenti di tutti, si percepisce che la tua intervista ci ha emozionato e rassicurato. Grazie 🙂

    Commento by Francescav

  18. Quante cose mi sono persa i questi giorni!!!
    Viviana è una persona straordinaria e leggendo la tua intervista ci ha regalato momenti davvero speciali! Dai suoi libri traspare una passione vera,sincera ! Brava Viviana e brava Fra!
    Un abbraccio
    S

    Commento by Sandra

  19. Ma perché non si lascia che i cuochi facciano i cuochi e i giornalisti i giornalisti? A ciascuno il suo mestiere e chi sta in mezzo a casa.

    Commento by sacha

Torna in cima | Torna alla home

Scrivi un commento




 

Newsletter

FrancescaV.com è il mio diario di ricette che puoi cucinare facilmente in casa. Per averle direttamente nella tua email iscriviti alla newsletter. Benvenuto!

Il TrovaRicette

Pochi ingredienti nel frigo e nessuna idea su come usarli?

Inserisci uno, due o tre ingredienti nel box a fianco e trova la ricetta che fa per te!

 
 
 
 
 
 

Ricette di Natale, clicca!

Ricette di Natale

 

Ricette di Natale Antipasti

 
  • Ricette di Natale Primi piatti

     

    Ricette di Natale Secondi piatti

     

    Ricette di Natale Contorni

     

    Ricette di Natale Dolci 1

     

    Ricette di Natale Dolci 2