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Pastiera di grano di kamut

Cucina consapevoleLo so, è assurdo, ma la migliore pastiera che abbia mai mangiato la fa la mamma di una mia amica, che vive da sempre a Ischia, ma è tedesca! In realtà volevo preparare la pastiera per Pasqua, ma poi mi sono resa conto che dovevo tenere il grano a bagno per tre giorni, poi dopo averlo cotto doveva riposare per dodici ore, e che poi dopo aver cotto la pastiera dovevo aspettare due o tre giorni per consumarla, e così ho fatto veramente una pastiera napoletana, sopratutto nel senso dei nostri tipici tempi rilassati :-) Questa è la ricetta della pastiera della mamma tedesca della mia amica, rivista in modo consapevole, e cioè procedendo in questo modo:

- invece che con il grano precotto (che poi chi sa che c’è dentro e che come minimo sarà pieno di conservanti) sono partita dal grano crudo e l’ho fatto ammollare. E visto che mi trovavo ho usato il grano kamut;

- invece dell’acqua di fiori d’arancio, che in genere non è acqua di fiori d’arancio ma una mescolanza di sostanze chimiche al sapore finto di fiori d’arancio (nel migliore dei casi contiene “estratto di fiori d’arancio” e “aromi”), ho usato una goccia (una sola!) di olio essenziale di fiori d’arancio (neroli) (attenzione perchè non tutti gli olii essenziali si possono utilizzare per uso alimentare, io uso quelli della Flora per andare sul sicuro);

- per la pasta frolla ho usato la farina di kamut tanto per restare in tema;

- niente canditi industriali, ma solo la buccia dell’arancia cotta nel latte;

- e poi ovviamente tutti gli altri ingredienti sono da agricoltura o di allevamento biologici, compresa la ricotta, il burro, le uova, il latte, lo strutto, l’arancia e il limone, e lo zucchero è quello grezzo.

Uff, ho fatto più fatica a dirlo che a farlo. Partiamo!

Ingredienti per una pastiera di 30 cm:

Per cuocere il grano: 500 grammi di grano ammollato, 500 ml di latte, la buccia di un’arancia, un cucchiaio di burro o di strutto, un cucchiaio di zucchero grezzo.
Per la pasta frolla: 500 grammi di farina di kamut, 250 grammi di burro, 250 grammi di zucchero grezzo, 1 uovo intero, 3 tuorli, 1 presa di vaniglia, la buccia grattugiata di un limone, 1 pizzico di sale.
Per il ripieno: 500 grammi di grano kamut, 750 grammi di ricotta di mucca, 350 grammi di zucchero grezzo, 5 uova, 1 presa di cannella, la buccia grattugiata di un limone, la buccia grattugiata di un’arancia, olio essenziale di fiori d’arancio (neroli), due cucchiai di rum.

Mettete a bagno il grano kamut in una terrina per tre giorni, cambiando l’acqua il mattino e la sera. Trascorso questo tempo, scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente fino a quando l’acqua non sarà pulita. Mettete il grano a cuocere in una pentola grande con 5 litri d’acqua, a fiamma alta fino alla bollitura. Appena bolle abbassate la fiamma e continuate la cottura per un’ora e mezza senza mai mescolarlo. Il grano dovrà essere bello morbido, assaggiatelo per controllare. A questo punto scolatelo, versatelo in un tegame con il fondo spesso e cuocetelo a fuoco moderato con il latte, la buccia dell’arancia privata della parte bianca, il burro (o lo strutto) e lo zucchero, fino a quando non diventerà una cremina bianca un po’ spappolata (ci vorrà un po’). Mescolate continuamente perchè il composto si attacca facilmente. Lasciate raffreddare il composto fuori dal frigo in un luogo fresco per 12 ore. In una terrina mescolate la ricotta con lo zucchero e passatela al setaccio per eliminare i grumi. Versate la crema ottenuta in uno strofinaccio di cotone bianco pulito (lavato senza ammorbidente e senza detersivi super profumati o otterrete una ricotta al profumo di bucato) e mettetela in frigo per circa 12 ore. Trascorso questo tempo, preparate la pasta frolla mescolando tutti gli ingredienti molto velocemente per non scaldare il burro e conservatela in frigorifero fino a quando la utilizzerete. Entriamo nell’ultima fase della preparazione della pastiera. Imburrate e infarinate una teglia di alluminio di 30 centimetri. Stendete la pasta frolla in uno spessore di circa 3 mm (non tentate di stenderla subito se risulta dura, ma datele prima delle piccole botte con il mattarello per appiattirla) e foderateci lo stampo di alluminio. Bucherellate il fondo della pasta frolla con una forchetta. Preriscaldate il forno a 150°C in modalità ventilata, così il dolce si asciugherà un pochino. A questo punto prendete la ricotta dal frigo, il panno avrà assorbito molta umidità, la ricotta risulterà molto più asciutta. Mescolate alla ricotta i 5 tuorli, la cannella, la buccia dell’arancia e del limone, 1 goccia di neroli, il rum e la buccia delll’arancia cotta precedentemente nel grano e tagliata a striscioline. Poi unite il grano cotto nel latte e alla fine 4 albumi montati a neve molto ferma mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli. Versate il composto nella base di pasta frolla e ricoprite con delle strisce piuttosto larghe sempre di pasta frolla. Infornate per circa un’ora o fino a quando la superficie non sarà bella dorata. Aspettate un paio di giorni prima di consumarla.

Pastiera napoletana al grano di kamut
NOTE:
- Una volta cotto, il grano si conserva in frigorifero per circa una settimana.
- se il forno non è ventilato la pastiera va cotta a 180°C.
- per avere 500 grammi di grano ammollato bastano 250-300 grammi di grano crudo (io non ci avevo pensato e adesso ho il frigorifero pieno di grano ammollato, e mo’ che ci faccio?)
- Il consiglio che vi do questa volta, insieme con la ricetta della pastiera, riguarda le arance biologiche, visto che bisogna utilizzare un bel po’ di buccia d’arancia in questa ricetta. La necessità di utilizzare arance non trattate deriva dal fatto che per ostacolare lo sviluppo delle muffe e dei funghi, le arance sono spesso trattate superficialmente con sostanze fungicide, come il tiabenzolo e il difenile; quindi la buccia non va assolutamente ingerita, neanche se le lavate bene! La buccia di un’arancia contiene oli essenziali, acido citrico (un potente astringente, protettivo della mucosa intestinale, in grado di ridurre le secrezioni e la peristalsi) e vitamina P; peritiva, digestiva e spasmolitica, perchè contiene beta carotene, vitamina E, gli acidi malico, tartarico, ossalico, linoleico e palmitico. Oltretutto contiene i terpeni, che sono stimolanti gastrici, disinfettanti e antispasmodici. Tutti questi mi sembrano dei buoni motivi per comperare arance biologiche certificate… o piantare un’alberello nel giardino di casa, così potrete avere anche l’olio essenziale dei fiori d’arancio (io lo uso anche come profumo personale).

[testi e foto di IZN ]

Commenti

  1. Marika

    Quest’anno anche io ho vouto fare la pastiera partendo dal dal grano crudo e, anche se non so che sapore ha il grano precotto, devo dire che il sapore era davvero notevole. Però ho provato a fare dell’acqua ai fiori d’arancio partendo proprio dai fiori che ho acquistato in erboristeria, perché purtroppo con l’olio essenziale (Neroli anche io) l’ultima volta ho esagerato e devo ancora riprendermi!!!
    Però eseguiti in questo modo i piatti hanno davvero tutto un altro sapore … quello dell’amore per le materie prime, per la cucina e per i suoi risultati!
    Complimenti IZN!
    Marika

  2. Kja

    Il tuo approccio slow, bio e consapevole mi incanta. Ho letto tante ricette della pastiera ma la tua fa schizzare questa torta in cima alla lista dei “to do”. Senza contare che sono la felice proprietaria di un vasetto di canditi che una signora siciliana prepara con le arance del suo giardino.
    Per l ‘esubero di grano mi permetto di consigliarti questa insalata con i gamberi

    http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2008/02/07/orzo-e-gamberi-con-coriandolo-e-pepe-di-sichuan

    un bacio

    Kja

  3. Lo

    stavo proprio pensando in questi giorni…dopo le pastiere di pasqua…a come fare per il grano e non comprarlo precotto…non avevo pensato al kamut…pensavo al grano tenero…e per un po’ mi è balenato il farro…come ti sembra?…compliementi!!!

  4. izn

    marika: innanzitutto grazie mille per i complimenti! :-) hai ragione gli olii essenziali sono pericolosissimi se si sbaglia la quantità. la mia gatta quest’estate si è rovesciata addosso una bottiglietta di olio essenziale di geranio. Ho dovuto tagliarle quasi tutto il pelo, e non l’ho mai vista così disperata poverina, però devo dire che dovunque si nascondesse era facilissimo trovarla grazie all’olezzo, e inoltre le zanzare stavano sempre alla larga quando c’era lei!
    lo: il farro mi sembra una splendida idea. Io adoro sperimentare le cose nuove, quindi proverei sicuramente. Anzi ci fai sapere com’è andata nel caso? E poi al peggio ti troverai del farro cotto nel latte… se non fosse adatto per la pastiera troveremo sicuramente un modo per riciclarlo!

  5. Aruna

    non vedo l’ora di provarla!
    complimenti cara IZN ***
    Amor y Luz
    Aruna

  6. hana J.

    COMPLIMENTI!
    sono le 5 del pomeriggio e questa foto mi ha fatto venire una fame bestiale! aiutooo!

  7. Simona

    Wow. Che brava! Purtroppo qui la ricotta non la sanno fare e a me non rimane che sognare.

  8. Sandra

    buon viaggio cara Francesca!! :o))) besos

  9. adina

    brava francesca! l’olio neroli me l’ha consigliato pure jessica, la ciliegina sulla torta. lo cercherò. buon viaggio!!

  10. Acilia

    Quante cose ci sono ancora da imparare.
    Mi piace questa rubrica, la trovo molto utile e interessante. Per esempio non sapevo che l’acqua di fiori d’arancio fosse una mescolanza di sostanze chimiche; l’ho usata spesso nelle macedonie, ma dalle prossime volte farò più attenzione e terrò presente il suggerimento dell’olio essenziale.
    La pastiera è uno dei dolci più buoni che la storia della cucina abbia inventato :-)

  11. Elisabetta

    Questa si che è una ricetta spiegata come si deve!! ;)))

  12. FrancescaV

    marika: hai ragione, i piatti trasmettono l’amore se uno ce lo mette quando li prepara, come e’ evidente che IZN ci ha messo preparando questa favolosa pastiera.

    lo: aspettiamo i tuoi esperimenti allora :-)

    kja: grazie cara dei tuoi consigli.

    aruna: benvenuta Aruna :-)

    hana j.: hai ragione, anche la foto di IZN, oltre all’ottima ricetta, e’ molto bella.

    simona: potresti provare a fare la ricotta in casa sai, magari partendo dal latte con il limone. Sarebbe interessante approfondire, non trovi?

    sandra: :-)))

    adina: brava sopratutto ad IZN. Se provi facci sapere. Baci!

    acilia: sono d’accordissimo con te: la pastiera e’ una squisitezza :-P Se poi e’ fatta con tutta questa attenzione come la fa IZN…

    elisabetta: hai ragione cara!

  13. marco

    Complimenti per questa ricetta, per eseguirla ci vuole dedizione e pazienza.

    Colgo l’occasione che dire quello che mi piacerebbe: che questo spazio divenisse un’occasione di approfondimento e perfezionamento, oltreché di condivisione. Infatti così com’è impostato è forse rigido e non c’è possibilità di interagire, di perfezionare la ricetta. Io infatti avrei i miei appunti :D :

    1) L’uso di ricotta di mucca anziché di pecora rende la pastiera poco saporita
    2) Le bucce d’arancia andrebbero candite e non semplicemente cotte
    3) La preparazione della frolla va approfondita, in quanto è una parte critica della ricetta
    4) Anche la cottura è critica, si rischia di fare una pastiera troppo asciutta o troppo umida

    Secondo me. Rinnovo i complimenti all’autrice della ricetta. E mando un zaluten a franzisken che sta in zonzo da kualke parten in europen, ya?

  14. izn

    marco: innanzitutto grazie a te per i complimenti! la dedizione e la pazienza vengono spontanei quando si ha passione per ciò che si fa.. comunque è anche vero che mio marito mi chiama Hannibal (riferendosi al fatto che sono una maniaca).

    1. L’uso della ricotta di mucca al posto di quella di pecora è giustificata dal fatto che dai miei studi empirici e non non bisognerebbe mai mescolare proteine di provenienza diversa nello stesso pasto; per cui o dovevo trovare il burro di pecora… infatti nella ricetta ci andrebbe lo strutto, ma ho messo l’opzione del burro proprio per questo motivo. Per quanto riguarda quest’argomento della non mescolanza delle proteine poi approfondirò in un post, prometto :-)

    2. È vero che le bucce di arancia andrebbero candite, ma prova a utilizzare quella che cuoci nel latte e zucchero (uno dei pilastri della cucina consapevole è riutilizzare i materiali che si usano, in modo da buttare meno cibo possibile) e poi mi dici se il sapore ci perde;

    3. chiedimi tutto quello che vuoi sulla pasta frolla e io risponderò in tempo reale;

    4. per quanto riguarda la cottura hai assolutamente ragione, poi bisogna anche vedere da forno a forno come al solito, però la pastiera che ho fatto questa volta, cotta come in ricetta, è venuta molto buona, né asciutta né umida. Devo dire comunque che io personalmente preferisco una pastiera leggermente più asciutta :-P

  15. marco

    izn sono maniaco anche io, ma nessuno mi ha (ancora) chiamato hannibal :D:D

    Sul punto 1) mi permetto di dissentire totalmente. Non trovo alcun motivo serio che giustifichi tale posizione. La pastiera tradizionale si fa con burro, strutto e ricotta di pecora. Poi si possono trovare varianti che incontrino gusti diversi, ma sono varianti. Esistono perfino formaggi fatti con latte misto di pecora e di mucca.

    Non capisco se il tuo punto è una fissazione personale (tipo alimentazione vegan, crudista o simili) o hai dei riscontri oggettivi *concreti*.

    La mia può sembrare una critica ma è solo il desiderio di capire.

  16. Silvia

    Ciao, se devo proprio essere sincera mi sento un po’ inadeguata. Vi ammiro molto e mi rendo conto dell’importanza del vostro approccio alla cucina, ma sono altrettando consapevole della mia incapacità ad avere tanta pazienza. Vi seguirò comunque sperando che prima o poi troverò lo slancio giusto :-)

  17. izn

    marco: il fatto di non mescolare proteine è una regola molto precisa della bioterapia nutrizionale, con la quale qualche post fa dicevo che mi sono curata per un bel po’ di tempo.
    Appena avrò un attimo per andare a riguardarmi bene i loro libri ti scriverò esattamente i perché e i percome, ad ogni modo è questione di enzimi diversi che scindono proteine diverse, e del perché appunto quando si mangiano determinate cose ci si alza da tavola appesantiti o con una digestione lenta e difficile (ovviamente non tutti, solo le persone più sensibili, magari tu hai uno stomaco di ferro, beato te!!!!!).
    So bene che la pastiera tradizionale si fa con lo strutto e la ricotta di pecora, diciamo che cercheremo di districarci tra i compromessi.
    In questa rubrica cercherò infatti di spiegare come coniugare il fatto di sentirsi bene e leggeri senza mortificare la golosità e il piacere di cucinare.
    Tranquillo, non sono né vegetariana, né crudista, solo una che vuole la botte piena e la moglie ubriaca :-)
    Chiedi pure tutto quello che vuoi, questa rubrica serve proprio a capire, e spero anch’io di imparare tante cose nuove.

    silvia: cara, ti assicuro che le cose sono cento volte più semplici di quello che sembrano leggendo. È tutta questione di mettersi lì con l’intento di divertirsi e giocare, non importa riuscire a cucinare un piatto perfetto. Piano piano ci si perfeziona con l’esperienza, e quella è solo una questione di tempo :-)

  18. eShock

    La ricetta è favolosa, soprattutto se si tiene conto che è stata interamente realizzata con ingradienti biologici, sarebbe bella l’idea di una rubrica “Cucina conspevole”.
    Ora più che mai si dovrebbe essere creativi e consapevoli ìn cucina, stanno sparendo gli ingradienti genuini a favore di cibi ed aromi industriali coltivati chi sa dove e come totalmente privi di nutrienti, non trascuriamo ciò con cui ci nutriamo.

  19. FrancescaV

    grazie eShock per l’apprezzamento. In effetti ‘Cucina Consapevole’ è una rubrica settimanale su FrancescaV gestita egregiamente da IZN, come indicato a fine post. Condivido in pieno quello che scrivi.

  20. Paola Scuri

    Cara IZN complimenti per la ricetta! L’ho sperimentata ed è stata molto apprezzata da tutta la famiglia. Seguirò i tuoi prossimi consigli sperando che siano più veloci e semplici perchè sono fondamentalmente pigra….

  21. Pip

    Bellissimo questo post. Faccio da anni la pastiera, per me dolce pasquale per eccellenza, utilizzando però grano precotto per questioni di pigrizia. :P Non avevo neanche lontanamente pensato all’utilizzo dell’olio essenziale di fiori d’arancio, è proprio vero che non si finisce mai d’imparare! Stampo questa splendida ricetta e la conservo per la prossima pasqua (o anche prima, perché no?). Grazie IZN! :)

  22. Graziano

    Non la saprò mai fare! Ne sono certo.

  23. Memento

    Innanzitutto ti ringrazio per la ricetta, sono un superappassionato della pastiera, che mi diletto a preparare con tanto amore ogni anno. Anche se la Pasqua è passata questa tua ricetta mi ha incuriosito, la proverò questo we e ti farò sapere…
    La foto sembra veramente molto interessante…
    Non vedo l’ora che venga domani… (ci sentiamo lunedi per il responso… ;o) )

  24. Domenico Raio

    Una ricetta molto ben articolata, scritta con competenza e passione. Mi verrebbe voglia di provare a prepararla se solo non fossi consapevole di non riuscire a cuocere bene neanche un uovo sodo.

    Domenico Raio (scrittore)

  25. izn

    kja: ho letto il tuo commento solo adesso!! il fatto di avere una piccola nanetta urlante accanto a me dalla mattina alla sera mi sa che mi sta facendo venire una botta di alzheimer :-) grazie per il consiglio, vado subito a guardare la ricetta, anche se ormai il grano ha fatto una brutta fine. quanto ti invidio i canditi della signora siciliana!!!

    graziano: tu prova a farla, poi mi dirai se era così impossibile. tutto sta nel cominciare…

    memento: facci sapere il risultato!

    pip: l’altro giorno stavo appunto pensando che avevo una voglia di pastiera pazzesca, e di quanto sia ingiusto farla solo a pasqua

  26. Francesco

    Ecco fatto! Grazie IZN!
    Io e mia moglie siamo “biologici certificati” già da qualche anno e la pastiera era una di quelle cose a cui avevamo dovuto rinunciare (provate voi a chiedere a un pasticcere qualunque dove ha comprato ogni singolo ingrediente e vedrete dove vi manda…).
    Credevo fosse molto più difficile prepararla, invece ci siamo messi in due e il risultato è stato a dir poco trionfale!!!

    Ora… vorrei aprire una piccola polemica: la cucina sarà anche consapevole, ma noi no!!!!! La pastiera è durata neanche un pomeriggio!!!!!
    Dovevi scrivere alla fine della ricetta di mangiarne una fetta e nascondere tutti i coltelli di casa… :-)

  27. sciopina

    che succulenta la tua pastiera!
    un bacione

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