Rafano sott’aceto

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Radice di rafano

Mi piace chiacchierare con le persone, sentire le loro storie e dire le mie. Quando poi si tratta di raccontarsi una ricetta, appizzo subito le orecchie, e se posso mi appunto tutto 🙂 E così è stato per questa preparazione di rafano sott’aceto, (complice anche il periodo di conserve e invasettamenti vari), velocissima da realizzare, ma molto curiosa, io non la conoscevo prima. Il portatore di questa ricetta è il nostro amico Luca, che ha insistito più volte a non chiamarla appunto ricetta, e io mi atterrò alla sua indicazione. Questa ‘preparazione’, o salsina al rafano,  viene dalla sua nonna romana, e loro la usano per insaporire carni e pesci dietetiche, oppure aggiunta sugli involtini al pomodoro. Gli ingredienti sono ad occhio (perchè semplicissimi), e il rafano a Roma l’ho trovato al banco di Campo de’ Fiori di frutta e verdura etnica di fronte al famoso fornaio ( quello che vende pure il rabarbaro). Siccome il rafano è un ingrediente diffuso nella cucina giapponese, ho fatto questo azzardo, e la preparazione di rafano sott’aceto della nonna romana di Luca la troverete anche nella categoria cucina giapponese 😀

Ingredienti: una radice di rafano, aceto di vino bianco.

La radice di rafano va sbucciata con un pelapatate, e va poi grattuggiata in una ciotola. Attenzione, che questa operazione vi farà lacrimare molto, quindi eventualmente terminatela in più fasi. In barattolini di vetro sterilizzati mettere il rafano grattuggiato, coprire con l’aceto di vino, e chiudere. Conservare in frigo. Questa conserva di rafano è molto forte, sopratutto all’inzio. Piano piano comunque il piccante diminuirà, quindi potete decidere di usarla nel momento in cui il piccante del rafano si avvicinerà al vostro gusto.

Rafano grattuggiato sott’aceto

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Commenti


  1. Curiosa e molto interessante la… preparazione!

    Commento by Barbara

  2. Semplice davvero. Chissa’ se riesco a trovare il rafano al mercato di Borough. Sabato mattina provo.

    Commento by Fabio

  3. Quando mi è arrivato l’Oscar non potevo non passarlo a te: sin da quando ho iniziato a guardare i blog di cibo il tuo è in cima alla top ten!! Ti meriti tutti i premi del mondo!

    Commento by Dolcetto

  4. barbara: vero, e con poco ti ritrovi in frigo una salsetta piccante ed originale per insaporire semplici piatti.

    fabio: fammi sapere allora!

    dolcetto: ma tu mi vizi 😉 L’amicizia e la stima sono sempr ei premi più belli. Grazie mille!

    Commento by FrancescaV

  5. Non sai quanto mi hai incuriosita, nel descrivere il sapore del rafano sott’aceto.
    Spero di riuscire a scriverti presto
    Ciao

    Commento by lenny

  6. lenny: è un sapore forte e pungente quello del rafano, a me piace, ma può facilmente non piacere. Comunque da provare 🙂 Scrivimi quando puoi. Baci!

    Commento by FrancescaV

  7. Che il rafano alla fine sia il cren? Perchè se è la stessa radice io con questa “Preparazione” ci sono cresciuta!!! Elga

    Commento by mamma3

  8. Io adoro rafano e cren, la devo fare assolutamente 🙂
    Pensa che ultimamente mi sto “drogando” con una crema di cren e panna comprata in alto adige, la metto ovunque :))))

    Commento by Consy

  9. Ecco, non avevo mai visto il rafano nella sua interezza. So che ha un sapore forte, non sapevo che facesse lacrimare. Grazie per tutte queste informazioni interessanti.

    Commento by Cookie

  10. Molto particolare questa preparazione, mi piace! Ciao

    Commento by radem

  11. mamma3: cara Elga, ho fatto una miniricerca su internet e credo proprio che il rafano e il cren siano la stessa cosa. E in casa tua questa salsa al rafano/cren come la usavate? Son curiosa!

    consy: uhmm ma sta crema si può fare anche in casa secondo te?

    cookie: prego 🙂

    radem: bene, baci!

    Commento by FrancescaV

  12. Il rafano!!!Lo adoro.. e qui da noi in Piemonte si usa servirlo con il bollito!
    Grazie per questa ricettina, davvero utile per l’autunno prossimo
    pronta per la partenza?
    ;D
    bacioni

    Commento by sandra

  13. Non sono certa di aver mai assaggiato il rafano. Quella di Luca è una “preparazione” molto curiosa, da sperimentare.
    (quando parti?)
    Ti abbraccio forte.

    Commento by Acilia

  14. ormai sei proprio “Oltre”!!
    😀

    Commento by michela

  15. sandra: -1 alla partenza! E a te come è andata? Ben ritornata, e aspetto racconti 😉 Baci!

    acilia: il rafano è quello che c’è nella salsa wasabi giapponese, quindi penso che non ti piacerebbe. Sono in preparativi, un abbraccio anche a te!

    michela: ahahah mi prendi in giro eh? Un bacione!

    Commento by FrancescaV

  16. Ciao ho un premio per te!!!

    Commento by pizzicotto

  17. ma che fine hai fatto? baci e nel caso fossi in vacanza, buone ferie e divertitiiii!!!!

    Commento by fiordisale

  18. Sai che il rafano l’ho conosciuto anni fa da amici della Basilicata? Li’ si usa grattugiato sulla pastasciutta, come se fosse formaggiio 🙂

    Per me ha un odore troppo forte, ma mi ha sempre incuriosito come radice, e mi piace molto come hai fotografato la radice!

    Ho visto solo ora che hai pubblicato il post il 16 luglio, se sei in vacanza..buon divertimento! 🙂

    Commento by Elvira

  19. Ciao ^___^
    Se vuoi passare da me, ti ho candidata ad un concorso… :)))
    Bacioni!

    Commento by Gatadaplar

  20. Ma sei stupenda 🙂
    Proprio oggi ero davanti ai prodotti giapponesi (Parigi é piena di Giapponesi) e volevo preparare qualcosa di diversa… Non ho potuto scegliere niente, perche non conoscevo niente!
    Ed oggi vedo le tue ricette giapponese! SuPer!
    Grazie Francesca!

    Commento by B5

  21. Qui in Piemonte si usa molto il rafano, per fare la famosa salsa di cren. Ottima idea!

    Commento by Yari

  22. Mai mangiato il rafano! e non so dove trovarlo dalle mie parti (Ancona) sugh! ma con una ricetta semplice e veloce ome questa non posso farne a meno:)

    Commento by carla

  23. Confessione: non ho mai cucinato il rafano, l’ho mangiato solo al ristorante..dovro’ rimediare..ciao sally

    Commento by sally

  24. mamma fra che mi hai ricordato.
    ero a vienna, parlavo per la prima voltal congresso europeo e mi ricordo che ero agitatissima, così per calmarmi sono andata a passeggiare al mercato (l’unica cosa interessante che c’era vicino all’albergo).
    tutto ad un tratto mi fermo a guardare la vetina di una salumeria, un bugigattolo.
    quando il salumiere mi fa segno di entrare e mi ritrovo con un paio di simpatici vecchietti che bevevano un cichetto e il salumiere appunto.
    e così mi offrono un bicchere d vino bianco, credo fosse bianco di grienzing e una fetta di pane nero con del prosciutto cotto e una roba bianca grattata sopra che credevo fosse formaggio.
    era rafano fresco, fuoco dalle narici, sembravo il draghetto grisou 😀

    Commento by enza

  25. ci manchi Fra!!!
    Torna presto…. con un Koala! 😉
    baci

    Commento by sandra

  26. non mi rovinate il rafano mettendolo nell’aceto, è così buono fresco, appena grttuggiato sul bollito di manzo o sulla “porzina” come da Pepi Schiavo (CH cone in church) a Trieste.
    ps rafano e cren sono la stessa cosa.

    Commento by borntowine

  27. Ciaoooo… mamma mia da quanto tempo che non passavo di qui!!! 🙂 coem stai???
    il rafano sottaceto dev’essere una delizia deliziosa davvero!!
    un bacio grande e torna prestoooo

    Commento by viviana

  28. C’è un premio per te da ritirare, carissima
    Baci

    Commento by lenny

  29. Quando torni a scrivere cara? Mi mancano i tuoi post 🙂

    Commento by Acilia

  30. Il rafano rusticano, o barbaforte, (Armoracia rusticana) è detto anche cren. Appartiene all’ordine delle Rhoeadales, famiglia delle crucifere (più di 2.500 specie)

    Per chi volesse saperne di più consiglio di consultare la pubblicazione dei Professori Felice La Rocca e Giancarlo Chisci, dell’Università di Firenze, IL CREN – Rafano rusticano o barbaforte – Usi erboristici e ricette in cucina – Ed. Libreria Editrice Fiorentina

    Commento by DAMASO Luigi

  31. sono veneto da noi il rafano ( cren) si raccoglie soltanto nei mesi con la R molto buono con i bolliti qualcuno ci aggiunge un pò di mela renetta gratugiata ,anche questo molto delicato ciao carissima

    Commento by luciano

  32. cambia molto con ill wasabi?

    Commento by floriano

  33. e molto buono con la barbabietola che si cuoce nel forno o si fa bolito poi si tritano tutti e due e si mettono nei baratoli con un po di acetto..in romania l’ha facciamo cosi..si serve con bolito e con arostiti…

    Commento by carmen

  34. floriano: sì, il gusto è decisamente diverso, anche se dà quel senso di piccantezza che li accomuna.

    carmen e tutti: grazie mille per i vostri approfondimenti sul rafano e le preparazioni delle vostre parti. Le voglio provare 🙂

    Commento by FrancescaV

  35. Qui da noi (in Patagonia Argentina) si prepara il cren grattuggiando la radice, mettendola poi in un vasetto con olio e un 50% di… carota grattuggiata! Mi dicono che così si fa in Polonia. La carota riduce un po’ il… pizzicore del rafano, per chi lo trovasse troppo forte. Ciao

    Commento by Paolo

  36. grazie Paolo di averci fatto conoscere la preparazione che si fa in Patagonia (wow!). Ottima alternativa con la carota per chi vuole attenuare il forte pizzicore del rafano. Sicuramente la proverò!

    Commento by FrancescaV

  37. sono capitato per caso a leggere queste verianti di ricette con il rafano (io sono veneto per cui cren) e vorrei aggiungere quella della mia nonna. Lei dopo averlo raccolto spazzolato dalla terra e lavato lo lasciava per una settimana in un posto umido e caldo poi lo grattuggiava con la grattugia da formaggio e lo metteva in un contenitore ricoprendolo con aceto di vino chiudeva ermeticamante e lo lasciava in frigo per una quindicina di giorni, lo scolava dall’aceto e lo metteva in piccoli vasi sottolio e poi faceva il sottovuoto a bagno maria così non serviva conservarlo in frigo.
    Sono molto interessato alla variante con la panna ma non ho visto la ricetta se la puoi pubblicare ti sarei grato.

    Commento by SERGIO

  38. ciao Sergio e benvenuto sul blog. Sì, rafano e cren sono la stessa cosa. Grazie di aver aggiunto anche la ricetta di tua nonna. Per la salsa di rafano e panna non saprei aiutarti, io proverei aggiungendo panna liquida freschissima, metterei un po’ di rafano per farla aromatizzare, e magari qualche goccia di limone. Aspetta almeno una mezzoretta che la panna si rapprenda e si insaporisca e poi porta in tavola. Se provi fammi sapere com’è andata.

    Commento by FrancescaV

  39. ciao a tutti volevo suggerirvi il mio modo di consumare il rafano, faccio un bel sugo al pomodoro di capretto, in subordine ci si puo’ accontentare dell’agnello, per capirsi bisogna ottenere un sugo per condire la pasta vedi ragu’, poi pasta, ideale quella fresca fatta in casa orecchiette, strascinate ecc. ecc. Mentre la pasta cuoce gratto formaggio e rafano, le quantita’ secondo il gusto personale, e mischiando bene uso il tutto sopra la pasta appena scolata bella fumante, poi una bella cascata di sugo caldo caldo a condire il tutto, una bella girata e buon appetito, se uno ha il naso chiuso e’ meglio dell’idraulico liquido!! ;o)) Ah poi volevo dirvi: provate a grattuggiarne un po’ nel minestrone, misto al formaggio o anche nel risotto, a me piace. Fatemi sapere ciaoooooooooo

    Commento by Franz BR

  40. grazie Franz per i tuoi suggerimenti molto utili. Mi intriga la pasta con il ragù al rafano (però nè capretto nè agnello che non mi piacciono), e l’idea di aggiungere un po’ di rafano grattato nel minetrone o nel risotto.

    Commento by FrancescaV

  41. Francy, Francy….
    mi deludi!!!!
    Non ricordi più di averla mangiata da noi una domenica di ottobre in accompagnamento al bollito? Confermo che trattasi di Salsa al Rafano o Cren, in Piemonte molto usata per accompagnare il Bollito alla Piemontese (Salsa al Rafano, Bagnetto Verde e Salsa Rubra sono i condimenti tradizionali… mi raccomando Salsa Rubra e non Ketchup! sono due cose completamente diverse!!!!)
    Da noi la radice non si pela con il pelapatate, ma si spazzola per togliere la terra ed eventualmente si gratta un po’ con un coltello… anche perchè il rafano selvatico non sempre è così bello liscio… l’avete sicuramente “visto” senza saperlo, sono quelle grosse margherite gialle che crescono, o meglio crescevano, in campagna lungo i fossi.

    Commento by Gail

  42. scusate scusate scusate… ho scritto una stupidaggine di cui mi sono appena resa conto!
    Il rafano fa dei piccoli fiorellini bianchi, le grosse margherite gialle sono i fiori dei topinambur.

    Commento by Gail

  43. …invece io il “rafano” l’ho conosciuto in un vecchio giallo del 1988 (morte in paradise) …mi ha immediatamente incuriosito e sono andata a trovarlo su internet e ho…trovato voi… ciao e grazie

    Commento by silvana di paola

  44. Gail, perdonata? 😉

    silvana di paola, benvenuta allora su FrancescaV.com e grazie di aver voluto lasciare una traccia del tuo passaggio, al sapore piccante di rafano 🙂

    Commento by FrancescaV

  45. ma scusate !!! ma non si può mangiare il rafano cotto ? se si…. come ?
    grazie
    ciao a tutti

    Commento by rox

  46. ho letto con molto piacere tutti gli interventi.
    Nel mio piccolo orto cresce una splendida pianta di cren e quest’anno,appena smette di piovere,raccoglierò qualche radice, avendo l’accortezza di lasciare un pò di radice alle piccole foglie del colletto. per poterla ripiantare.
    Conserverò la radice raccolta seguendo le indicazioni della ricetta …della nonna di Sergio.Ma se volete scriverò una ricetta di mia madre (che era slovena).Una ricetta davvero splendida per servire con il bollito e le carni in genere.
    un caro saluto a tutti

    Commento by nino

  47. Quanto si mantiene in frigo?

    Commento by Bobbi

  48. Non saprei in verità, ma direi una settimana circa si’.

    Commento by FrancescaV

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