Le buone cose naturali… o artificiali?

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Non c’è ombra di dubbio; le nostre convinzioni culturali alterano pesantemente la percezione dell’ambiente che ci circonda.

In effetti, la stragrande maggioranza della popolazione mondiale considera “naturale” ciò a cui è abituata, quello che ha sempre visto esistere.
Il vino e la birra, per esempio, sono considerati prodotti naturali. In realtà non esisterebbero se gli uomini non avessero, nel corso dei secoli, affinato delle tecniche produttive che, con l’aiuto di tanta chimica e di un pizzico di microbiologia, hanno permesso la trasformazione di uva e cereali rispettivamente in vino e birra.
Insomma, roba artificiale che più artificiale non si può.

Allo stesso tempo ci resta difficile immaginare che la Coca Cola sia qualcosa di naturale perché non riusciamo ad associarla a niente che conosciamo. Inoltre, a questa impressione, si aggiungono decine di leggende metropolitane che contribuiscono, e non poco, alla sinistra fama della bevanda in questione.
Restereste sorpresi se vi dicessi che invece tutti gli aromi che costituiscono la famigerata bevanda sono riconducibili agli estratti di qualche pianta aromatica, ed il resto dei componenti sono acqua, zucchero, un acidificante (acido fosforico) ed un pizzico di caramello per conferire il tipico colore bruno (e che altro non è che zucchero “bruciato”)?

In realtà non c’è niente di più artificiale del concetto di “naturale”.

La pubblicità ed i messaggi fuorvianti diffusi da certi media ci hanno abituato a pensare che tutto quello che è prodotto dall’uomo sia “artificiale” mentre quello che si trova in natura sia “naturale”.

Non solo: ci hanno convinto (o perlomeno ci provano!) che tutto quello che è naturale sia buono e salutare, persino più giusto da un punto di vista etico, mentre che tutto quello che è artificiale, ossia sintetizzato dall’uomo, sia dannoso o perlomeno non troppo salutare.

Basta però riflettere un po’, anche senza essere degli esperti, per rendersi conto che queste affermazioni non trovano un riscontro nella realtà: l’arsenico o il cianuro di potassio, che si trovano tranquillamente in natura sono potentissimi veleni, lo stesso possiamo dire per certi funghi (per esempio l’amanita falloide) e piante come la belladonna, la cicuta o la datura.

Addirittura certi prodotti di sintesi possono essere più puri dei loro equivalenti ritrovati in natura; infatti, ciò che è prodotto in laboratorio è generalmente purificato ed esente da residui estranei mentre le sostanze naturali possono risultare contaminate da pesticidi, agenti inquinanti atmosferici e del suolo, etc.

Un altro diffuso pregiudizio è che le sostanze di sintesi siano meno nobili e meno gustose di quelle sintetizzate dall’uomo in processi industriali.

Anche questa affermazione però non ha alcun fondamento scientifico e cercherò di spiegarlo con un piccolo esempio.

L’acqua, quella che costituisce circa il 65% del nostro corpo e copre circa il 71% della superficie terrestre, è fatta di Idrogeno ed Ossigeno, più precisamente ogni molecola d’acqua contiene due atomi di Idrogeno ed uno di Ossigeno (formula chimica H2O). L’acqua può essere considerata il prodotto naturale per eccellenza: a lei dobbiamo lo sviluppo ed il mantenimento della vita sul nostro pianeta.

Come ho detto in precedenza, in natura troviamo abbondanti quantità d’acqua ma questa può essere facilmente sintetizzata in laboratorio a partire dai suoi componenti elementari, l’Ossigeno e l’Idrogeno; a loro volta l’Ossigeno si trova abbondantemente in natura mentre ci possiamo procurare l’Idrogeno per mezzo di reazioni chimiche a partire dal carbone o dal petrolio.

Ebbene, l’acqua che si ottiene da questa reazione chimica sarà completamente identica all’acqua del ruscelletto di campagna o quella del mare (se ovviamente consideriamo solo la molecola H2O e non consideriamo gli eventuali sali disciolti). L’acqua di sintesi avrà lo stesso sapore ed odore, bollirà sempre a 100°C e ghiaccerà sempre a 0°C.

Se prendessimo un bicchiere di acqua di ruscello ed uno di acqua di sintesi e li mescolassimo in una caraffa nessuno potrebbe più distinguere gli uni dagli altri.

E lo stesso avviene per qualsiasi altra sostanza, per esempio la vanillina.

La vanillina (nome IUPAC*, 4-idrossi-3-metossibenzaldeide, formula C8H8O3) è un composto chimico che è il costituente principale dell’aroma estratto dal baccello di vaniglia ed in parole povere ha un profumo ed un sapore meraviglioso 😉

vanillina[immagine vanillina da Wikipedia]

Ovviamente la vanillina più essere estratta dai baccelli di vaniglia ma questo processo è costoso e può potenzialmente danneggiare irreversibilmente le proprietà organolettiche della vanillina. Molto più economico invece sintetizzare la vanillina a partire da alcuni residui della lavorazione del petrolio.

Petrolio? Come è possibile che da quel pestilenziale liquido maleodorante si ottenere una cosa celestiale come la vanillina? Beh, sono i miracoli della chimica, no? In caso contrario non ne sarei così affascinato, non pensate? 😀

Il fatto è che tutti i composti organici sono egualmente costituiti da atomi di Carbonio, Ossigeno Idrogeno ed in misura minore da qualcos’altro come Azoto, etc.

Il chimico industriale non fa altro che giocare con le molecole esattamente come un bambino gioca con i mattoncini delle costruzioni: partendo da una base sufficientemente complessa, o sufficientemente semplice, opera addizioni, sottrazioni e sostituzioni fino ad ottenere la molecola che gli interessa, in questo caso la vanillina.

Fortunatamente per noi, amanti della buona cucina, gli atomi di Ossigeno sono tutti uguali e così lo sono quelli di Carbonio etc. Non ha importanza la loro provenienza ma come sono assemblati e quindi la vanillina di sintesi, economica, possiede lo stesso aroma di quella estratta dai baccelli di vaniglia.

Certamente esiste una differenza tra l’aroma completo di vaniglia e la singola vanillina ma per fortuna in moltissime delle preparazioni da forno in cui si usa, la differenza rimane virtualmente indistinguibile; considerato il consumo annuale di vanillina per l’industria alimentare (stimato in 12000 tonnellate all’anno), le piante di vaniglia esistenti non basterebbero mai e sarebbe un’assurdità insostenibile dal punto di vista anche ecologico pretendere di produrla tutta a partire dalle piante.

Spero che questi articoli vi piacciano e invito tutti a proporre dei temi della Chimica in cucina che stuzzicano la vostra curiosità; ne parleremo prossimamente su queste pagine.

—Alex

* la IUPAC, acronimo di International Union of Pure and Applied Chemistry (in italiano Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata), è una organizzazione non governativa internazionale. Tra le varie funzioni, mantiene ed aggiorna periodicamente le regole riguardanti la nomenclatura chimica degli elementi e dei composti.

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Commenti


  1. Interessante. Ma per la vanillina, io avevo sentito dire che veniva fatta con alcuni residui della carta? E’possibile?
    Premetto che non sono una chimica 🙂

    Commento by Rossella

  2. Alex, intanto ti ringrazio per questo tuo primo articolo, che già ci va giù duro direi 😉

    Allora, io sono rimasta abbastanza perplessa sulla questione petrolio (orrore!), e la vanillina per me è qualcosa di impensabile ora come ora da usare in cucina. Però la questione di insostenibilità ambientale produrre vaniglia per soddisfarne gli utilizzi mondiale mi fa riflettere, non ci avevo pensato prima.

    Un tema che proporrei per la rubrica ‘Chimica in cucina’ è quello sui lieviti.

    E voi cosa ne pensate di questo argomento?

    Commento by FrancescaV

  3. Alex, potrei anche concordare- almeno in parte- con il tono generale dell’articolo, ma sulla vanillina dissento fortemente: ha un sapore riconoscibilissimo quale falsato e non trovo convenienza ad usarne in sostituzione a ben più sane bacche di vaniglia vere.
    Sintetizzando- ma non chimicamente- si fa molto meglio ad usarne di vera che non in aroma fasullo.

    Commento by Reb

  4. Grazie Alex e a te Francesca per aver accolto quest’articolo molto lucido. La frontiera tra il naturale e l’artificiale è labile e non tutto cio’ che è naturale fa’ bene (si pensi ai veleni); Il problema è un po’ l’effetto psicologico, come la parola bio che significa vita come se il resto non lo fosse ;-). E poi si sa’ spesso, si passa da un eccesso tipo anni 80 ‘ all’altro. Come sempre, ci vuole buon senso.
    Per quanto riguarda la vanillina anch’io trovo che l’aroma sia diverso, userei comunque la vaniglia,
    Buon inizio settimana

    Commento by Edda

  5. Ohi ohi ohi…. 😉

    Reb: come ho scritto nell’articolo, l’aroma completo conferito dalle bacche di vaniglia è composto da più di 130 differenti sostanze chimiche.
    La vanillina costituisce in media l’85% dell’aroma; tale percentuale però varia anche sensibilmente secondo la varietà di vaniglia considerata; curiosamente (ma non troppo almeno per me), la varietà considerata più pregiata è quella proveniente da Tahiti che contiene molta più vanillina e piperonale (3,4-diossimetilenbenzaldeide).

    Quindi non c’è dubbio che l’estratto di vaniglia possa avere un aroma diverso (forse migliore, a seconda dei gusti) ma è altrettanto indubbio che in preparati da forno come biscotteria, torte etc, dove l’aroma è sottoposto all’azione di un calore molto forte che degrada i composti chimici volatili e li fa per così dire “evaporare” (perdonatemi la semplificazione) oppure dove l’aroma di vaniglia è in competizione con altri aromi molto accentuati, la vanillina da sola fornisce virtualmente un apporto aromatico indistinguibile da quello del baccello.
    Perlomeno ai palati non esperti.

    Io in cucina mi regolo così: per le preparazioni da forno vanillina senza pietà mentre per preparazioni che non vanno in forno o che subiscono una cottura delicata e breve, uso il baccello.

    Certamente è preferibile usare la vanillina al posto di certi baccelli rinsecchiti ed irranciditi che spesso si trovano in vendita!

    Dissento in modo deciso invece dalla tua affermazione conclusiva: per quale motivo un baccello di vaniglia dovrebbe essere più salubre della vanillina presa a sé stante? Ti ricordo che la stessa identica molecola chimica è presente in entrambi!!!
    Non vorrei spaventarti ma alcune delle sostanze chimiche presenti nel baccello di vaniglia (i fenoli per esempio) sono inserite nella lista delle sostanze cancerogene… Ovviamente sono quantità irrisorie e vi ricordo che è la dose che fa’ il veleno, non il veleno in sé per sé!

    E poi, parlare di aroma fasullo! Casomai potremmo dire “incompleto” ma perché fasullo? Povera vanillina! Solo perché non è in compagnia dei suoi compari le danno della falsa! 😉

    Rossella: quello che dici è vero, si può produrre vanillina anche a partire dal legno e quindi anche dagli scarti della lavorazione della carta, che viene ovviamente fatta dal legno (precisamente dagli scarti del processo di desolforazione). Non so però quanto sia usato questo processo e quanto incida nella produzione mondiale della vanillina.

    —Alex

    Commento by ADBlues

  6. Ho fatto un errore, mi è saltato un “NON” nella prima frase che quindi dovrebbe leggersi come:

    La vanillina costituisce in media l’85% dell’aroma; tale percentuale però varia anche sensibilmente secondo la varietà di vaniglia considerata; curiosamente (ma non troppo almeno per me), la varietà considerata più pregiata è quella proveniente da Tahiti che contiene molta più vanillina e non il piperonale (3,4-diossimetilenbenzaldeide).

    Scusatemi!

    —Alex

    Commento by ADBlues

  7. Diciamo che si abusa un po’ troppo del termine “naturale”, camuffando anche cose che natirali proprio non sono.In ogni caso, dopo aver letto un libro sugli additivi, cerco di evitare qualsiasi bustina artificiale(preferisco la vaniglia alla vanillina, il cremor tartaro al lievito chimico, anche se non è il caso di fare i talebani…
    La Coca cola però, dopo anni universitari incui ho trangugiato ditri di diet coke, la lascio sugli scaffali va!;)

    Commento by Saretta

  8. Ciao Alex, io sono d’accordo con quello detto da Reb ed Edda, ed in parte con quello che hai scitto nel post, cioè che non tutto quello che è naturale e buono e viceversa, e che gli stessi concetti di naturale e artificiale significano tutto e niente.
    Però per quanto riguarda la vanillina secondo il mio modesto parere anche a freddo sa di chimico, lo stesso dicasi per altri aromi (limone, arancia etc etc).
    A me capita spessissimo, in pasticcerie non di grande qualità, di assaggiare un prodotto e di sentirne immediatamente l’aroma chimico, finto, che mi lascia un saporaccio in bocca. Eppure considero il mio un palato medio

    Commento by lydia

  9. Mi piacerebbe che qualcuno provasse a descrivermi l’affermazione “sa di chimico”…
    Mi descrivete questo sapore per favore?

    😀

    —Alex

    Commento by ADBlues

  10. Io uso vanillina per semplici questioni pratiche ed economiche, ma le volte che ho usato la vaniglia… beh… il suo aroma è piu morbido e avvolgente. Detto questo, credo dipenda molto dalla percezione personale. A me per esempio l’aroma tipico della pesca sintetizzato (tè alla pesca, dolci industriali alla pesca) non piace affato e lo riconosco da un miglio, mentre quello della pesca “vera” è tutt’altro universo. Quindi non è questione buono o cattivo, meglio o peggio, naturale o sisntetico, ma (appurato che uno non è più danno so dell’altro) è questione solo di “mi piace” o “non mi piace”. Personalmente trovo il sapore naturale più sfumato e non sempre inossidabilmente lo stesso. Forse mi piace questo.
    Se parlerete dei lieviti la cosa mi interesserà moltissimo!


  11. Alùra, cerchiamo di ricondurre il bandolo:
    -chimico, naturale, bio, nessuna più di me vi si approccia sempre con un mal celato scetticismo; esempio, reale: nel mio orto coltivo peperoni, carote, pomodori, melanzane e zucchine; se ci piove su, ciò che piove dal cielo vanifica di gran lunga eventuali benefici dettati dal non utilizzo di pesticidi (ed anche per quello, in realtà basterebbe che il mio orto fosse vicino ad una strada mediamente trafficata, o anche che lo stesso contadino vendesse i suoi prodotti in un botteghino sulla statale). Dunque, per sano non intendevo salubre, scelta lessicale infelice, lo ammetto.
    – vaniglia e vanillina, per tua stessa affermazione, sono 2 cose completamente differenti: anche qualora la sintesi chimica differisse nella misura anche solo dell’1%, non potrebbe ipso facto essere considerata equiparabile. Quindi, la vanillina non sa di vaniglia, che siano preparazioni lunghe, o brevi, i risultati saranno diversi.
    Prova: impasto da forno con vaniglia ed impasto da forno con vanillina, il sapore- anche qualora ci s’avesse il palato felpato- è diverso. Come diverso è, invece, il discorso se si conosce solo uno dei 2 composti.
    – quanto alla tossicità: patate, melanzane, prezzemolo, persino alcuni tipi di mandorla- ed una paccata di altre sostanze- possono avere effetti nocivi se consumati in grosse dosi o preparati in determinati modi; siano esse sostanze prodotte in natura che ricreate in laboratorio.
    – fasullo perchè tende a falsare, sin dal nome, le aspettative: persino te sei finito col credere che in forno vada usata la vanillina, sebbene- per quanto in piccola parte- quel 15% di sostanze presenti nella vaniglia conferiscano aromi e sapori ben diversi da quelli di un sottoprodotto petrolifero.
    Augh 🙂

    Commento by Reb

  12. Il sapore chimico lo sento spesso anche io, ad esempio negli sciroppi o nelle marmellate. Lo definirei un’accentuazione eccessiva di una particolare sfumatura del sapore, che se nella fragola è diciamo in quantità 10% sul totale del sapore e risulta molto piacevole, nello sciroppo di fragola (scadente) è in quantità 50% e risulta stucchevole o fastidioso. Credo che il problema principale infatti sia nel dosare gli aromi in modo da avere un risultato realistico e soddisfacente.

    Commento by paleomichi

  13. Forse non mi sono spiegato bene: la vanillina estratta dal baccello di vaniglia è chimicamente identica alla vanillina stintetizzata in laboratorio.
    Ovviamente la vanillina estratta e quella sintetizzata hanno “incredibilmente” lo stesso sapore e non esiste modo di distinguerle.

    Non è mia assoluta intenzione paragonare l’estratto di vaniglia alla vanillina, mi preme di sottolineare invece l’assoluta identicità tra la vanillina estratta dal baccello e quella di sintesi allo scopo di sottolineare che non esiste una differenza tra “naturale” ed “artificiale”.
    Per alcune preparazioni usare il baccello risulta inutile in quanto gli altri sapori coprirebbero le sfumature dell’aroma o questo verrebbe degradato dal calore del forno; in poche parole sarebbe una spesa inutile.

    Non lo si fa per ragioni puramente pratiche ed economiche ma in laboratorio è possibile sintetizzare un aroma esattamente identico a quello estratto dal baccello di vaniglia, mescolando nelle giuste proporzioni i 130 e più componenti dell’aroma di vaniglia. Questo sarebbe indistinguibile a chiunque, persino agli strumenti analitici più sofisticati ed accurati.

    Paleomichi: l’aroma di fragola usato in certe gomme da masticare o in certi medicinali è appositamente formulato in quel modo perché serve a mascherare il sapore sgradevole della gomma “liscia” o del medicinale. Inoltre non è escluso che sia così sgradevolmente dolce (e lontano dalla realtà) per motivi puramente di marketing (non esisteva pure il gelato al puffo? Che sapore avrà mai un puffo? 😉 )

    —Alex

    Commento by ADBlues

  14. Sono stata d’accordo per buoni tre quarti di post.
    E’ una cosa che dico da millenni; naturale non è sinonimo di buono (qualità o sapore).
    Tuttavia sulla vanillina ho una serie di obiezioni.
    Prima di tutte che la differenza tra quella sintetica e l’aroma della vaniglia vera si sent e eccome.
    La molecola sarà pure la stessa ma nella vaniglia vera non c’è solo vanillina ma una serie di altre sostanze che rendono nell’insieme il sapore molto più piacevole.

    Senza parlare del fatto che mi piacerebbe sapere in ch emodo viene sintetizzato l’aroma vanillina, il procedimento e il grado di purezza.

    Poi a chi dice che a volte i dolci comprati hanno un retrogusto finto vorrei dire che è dovuto al lievito chimico di solito, che io ad esempio becco al volo senza sapere quando c’è perché. provate a sostituirlo con il cremore di tartaro e i ciambelloni avranno tutto un altro sapore.


  15. io se fossi in te sta cosa della vanillina la toglierei, non l’ha capito nessuno che non stai paragonando vanillina estratta dalla vaniglia e vanillina sintetica, e NON vaniglia e vanillina…

    Commento by paleomichi

  16. Paleomichi, non è che non l’ha capita nessuno…è che nessuno a casa si estrae la vanillina da una bacca di vaniglia e poi la confronta con una bustina di vanillina compera!
    Per il resto, direi che un informatico (non vuole costituire giudizio di merito, anzi, e se ho frainteso me ne scuso) non convincerà mai foodbloggers incallite che la vaniglia, in forno, perda buona parte delle sue proprietà e quindi tanto vale utilizzare il sintetico 😉

    Commento by Reb

  17. Daniela (senzapanna): La puntata sui lieviti arriverà a breve e scommetto la troverai interessante. Visto che mi pare di indovinare una certa tua avversione per i lieviti “chimici”, nel frattempo, potresti provare a spiegarmi quali sono secondo te questi lieviti?

    Il processo è un pippone probabilmente noioso se spiegato a parole (una figurina potrebbe risultare più esplicativa ma credo di non poter aggiungere immagini nei commenti) cercherò di semplificartelo:
    La sintesi della vanillina parte dal 2-metossifenolo (CH3OC6H4OH) che viene fatto reagire con l’acido ossoetanoico (C2H2O3), si ottiene acido idrossi(4-idrossi-3-metossi-fenil)acetico che per mezzo di una decarbossilizzazione ossidativa diventa finalmente la nostra 4-idrossi-3-metossibenzaldeide ossia Vanillina.
    Questa viene poi purificata con vari sistemi (cristallizzazione da soluzione acquosa, distillazione in corrente di vapore, estrazione con solventi) fino al grado di purezza prescritto, in genere molto alto, intorno al 90% ma dipende dai vari produttori e dal prezzo che il compratore è disposto a pagare.

    Reb: sarebbe più convincente per la popolazione dei\delle foodbloggers se a spiegarlo fosse un chimico? Oppure pensi ci voglia l’intervento di Hervé This in persona? 😉

    Paleomichi: a questo punto inizio a pensare che l’esempio fosse un po’ ostico. però ha avuto il merito di accendere la discussione ! 😉

    —Alex

    Commento by ADBlues

  18. Invece si capiva benissimo, o almeno io l’avevo capito.
    Non avete capito voi le risposte.
    🙂
    Le mie no di sicuro.
    Le due vanilline sono identiche non ci piove, e non avrebbe senso usare quella estratta dalla vaniglia se quella sintetica è identica e costa meno.
    Tuttavia io uso la vaniglia perché oltre a contenere la vanillina contiene altri aromi che ne rendono l’aroma più gradevole.
    Ora è più chiaro?
    😉

    E comunque nonostante io predichi da anni che naturale non significa automaticamente buono credo anche che non si a vero il contrario. Adesso mi vorreste far credere ch e sinettico sia sempr e sinonimo di buono?

    Io credo che la via giusta sia informarsi e decidere a seconda dei casi a prescindere da naturale o sintetico ma basandosi da una conoscenza approfondita della questione o anch e dei gusti.
    E a me il saporedell a vanillina non piace, naturale o sintetica quindi non mi piacerebbe nemmeno quella estratta dalla vaniglia presa così assoluta.
    Nel caso della vanillina


  19. Questo post mi sembra un riassunto (anche se ben fatto) del libro di Dario Bressanini Pane e bugie edizioni Chiarelettere.
    Nel libro c’è proprio un capitolo sulla vaniglia/vanillina ed addirittura alcuni esempi (l’acqua di ruscello e quella di sintesi difficilmente distinguibili) sembrano proprio “copiati”.
    Magari una citazione, come fonte d’ispirazione non sarebbe stata male…
    Per tutti gli interessati ad argomenti chimici in cucina ecco il link del blog: bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/

    Commento by Silvia

  20. Alex, se hai l’immagine di cui parli mandamela per email che l’aggiungo all’articolo.

    paleomichi, qui il fine è parlarne condividendo i propri punti di vista, magari riflettendo su argomenti che no si conosco o non si erano presi in considerazioni (il mio caso per esempio), non è convincersi a vicenda. Ben venga la discussione 🙂

    reb, sono d’accordo con te, convincere un foodblogger ad usare la vanillina è pressochè impossibile 😉 Ma non credo sia questo il fine di Alex.

    silvia, l’articolo scritto da Alex è originale, non viene da nessun libro ma dalle sue conoscenze di chimica, per questo non ci sono citazioni verso nessuno. La chimica, come tutto lo scibile umano, per fortuna è patrimonio di tutti. Il libro di cui parli non ce l’ho, comunque grazie di avercelo segnalato.

    Commento by FrancescaV

  21. Silvia: Sì, tra la letteratura che ho usato per documentarmi per questo articolo vi è anche il libro ed i post dell’ottimo Dario oltre ad una decina di altri testi di chimica organica ed industriale condite dall’esperienza personale che ho maturato lavorando per un (purtroppo) breve periodo nel settore R&D di una azienda produttrice di essenze ed aromi.
    Potrei anche produrre una bibliografia dettagliata di tutti i testi che ho consultato (e consulterò per gli altri articoli) ma credo questo esulerebbe dagli scopi di questa rubrica; non pensate?

    Il mio scopo invece è fare riflettere, in questo caso, tra le artificiali distinzioni tra “naturale” ed “artificiale” argomento molto caro a tutti noi chimici, Dario (che è “più chimico” di me) incluso.

    —Alex

    Commento by ADBlues

  22. Bellissimo post! Anche io mi sgolo spesso con chi prende intrugli e quant’altro (spesso per dimagrire) sostenendo che facciano bene perché “naturali”… come la cicuta, ripsondo sempre!!!
    Ma confesso che la storia della vanillina mi ha stravolto.
    Certo gli atomi sono atomi, le molecole sono molecole… ma mi ha sconvolto, non per nulla ma per l’involontario ossimoro tra il profumo e la leggerezza della vaniglia e il zozzume e lalordura del petrolio!
    Della seire, tutta hanno un’anima buona, anche il petrolio!
    Grazie di aver condiviso queste info con noi!

    Commento by Cle

  23. Io penso che a volte basterebbe un po’ di buonsenso.
    Tutto è chimica, nell’universo, salvo ciò che è energia. Il sale si chiama Cloruro di Sodio, NaCl. Adesso che lo sappiamo, che facciamo? Non lo mettiamo più nella pasta?

    Il punto non è come si sia arrivati ad avere un certo prodotto, se in modo naturale o per sintesi. Il punto è la sua qualità e purezza. Se un prodotto ha la purezza e la qualità necessaria, va bene, altrimenti no.

    Poi tutto dipende dall’uso che se ne fa, secondo me. Inutile difendere strenuamente ciò che non è difendibile, ma altrettanto inutile è osteggiare ciò che in realtà consente cose altrimenti non possibili.

    Un bacello di vaniglia di buona qualità costa 20 euro. Ma non tutti hanno 20 euro a disposizione. Anche i pistilli di zafferano dell’Aquila costano 20 euro al grammo e ci fai tre risotti. Ma non tutti hanno 20 euro da spendere così.

    Se abbiamo stabilito che un prodotto non rappresenta un problema per la salute umana, poi ognuno secondo me sceglierà secondo i propri desideri, tasche ed uso.

    Poi ognuno, secondo me, ha il diritto di decidere sulle proprie cose senza pensare necessariamente alla cucina e solo alla cucina (e strano che lo dica un cuoco). Se una donna vuol spendersi i soldi per comprarsi una borsetta Coccinelle e poi risparmia sulla vaniglia, onestamente non ci trovo nulla di male. Peggio sarebbe risparmiare sull’olio da usare per friggere!

    Ad esempio, proprio sull’olio ci sarebbe molto da dire, perché per friggere probabilmente sono migliori gli oli raffinati, naturali o no che siano. Solo che non sanno di nulla. Peccato che in frittura ciò sia giusto, anche se poi, anche qui, è giusto che ognuno abbia la sua idea.

    Chimica? Sintesi? Natura? Sono solo termini. A noi la responsabilità di dargli un senso che sia corretto per il contesto.

    Semmai, abbasso il far pagare una cosa per un’altra!


  24. @Francesco: ottimo commento.

    Volevo aggiungere una considerazione finale sulla vaniglia (inteso come l’aroma che si ottiene dai baccelli):
    L’aroma di vaniglia non esiste in “natura”!
    L’aroma meraviglioso che conosciamo e che è composto da più di 130 molecole chimiche differenti si ottiene solo dopo un complesso e lungo processo di concia dei baccelli che da freschi non odorano certo di vaniglia.
    Il processo di concia consiste nel trattare i baccelli in modo che alcuni enzimi possano compiere quelle reazioni chimiche che libereranno le sostanze aromatiche (come per esempio la vanillina che è contenuta nel baccello sotto forma di glicoside).
    Quindi, volendo sintetizzare, pure l’aroma di vaniglia è “sintetico” 😉

    —Alex

    Commento by ADBlues

  25. Pochi anni fa una ricercatrice indiana scopri’ un processo chimico per produrre l’aroma artificiale di vaniglia dagli escrementi di mucca…

    Petrolio o escrementi?? fatemi pensare… se costretto forse preferirei gli escrementi (sempre che il processo chimico non sia indotto con qualche solvente pazzesco)

    oppure? meglio la vaniglia vera… perche’ non e’ necessario che tutto quello che mangio sappia di vaniglia (scadente e nauseabonda) per cui se ne debbano coltivare quantita’ non praticabili ma nel momento in cui decido di consumare o preparare un alimento impreziosito dall’aroma della vaniglia questo sia dato dal baccello di vaniglia.

    Per naturale si intende… prodotto attraverso processi naturali.. e non artificiali..per cui anche gli estratti naturali (fatti con il solvente) li lascio sullo scaffale.

    Sono contrario a questo giubilare della chimica del poter sostituire aromi, colori, texture con la chimica… questo si chiama adulterare… Ed e’ figlio del processo di industrializzazione dell’agricoltura che produce prodotti sempre piu’ malsani e privi di caratteristiche organolettiche perche’ forzati alla crescita, su terreni sterili gonfiati sempre grazie alla nostra amica chimica, selezionati per cercare il massimo guadagno, forzatamente conservati, irradiati…etc etc Forse saranno irriconoscibili per un bambino di 10 anni che non ha mangiato altro nella sua vita che fragole e limoni chimici… che al sapore vero della fragola reagisce dicendo che non sa di fragola. Ma per gli altri la differenza c’e… ed e’ lampante…

    forse quando i chimici saranno cosi’ bravi da riprodurre realmente quei sapori…gli diremo bravi, ci siete riusciti… ma adesso portate quello schifo fuori dai nostri piatti…

    Il prodotto artificiale, non e’ uguale al naturale perche’ e’ proprio quella sua ostentata purezza a renderlo incompleto e spesso anche pericoloso…

    Quante volte comprate prodotti vitaminizzati e vitamine prodotte artificialmente? non solo quei prodotti nel migliore dei casi non faranno niente, ma spesso fanno proprio male…
    Perche’ solo il composto organico legato con altre sostanze cosi come si sviluppa negli alimenti puo’ essere assimilato.. mentre quello inorganico e puro e’ reattivo con altri elementi creando potenziali veleni…

    fatevi un bel picchiere d’acqua dell’acquedotto clorato con della vitamina C artificiale… chiedete al chimico quale veleno cancerogeno si crea…

    PS… la coca cola e’ una schifezza che rovina la salute.. una soluzione cosi’ acida per mascherare la quantita’ industriale di zucchero che c’e all’interno… se non fosse piena di ‘acido ortofosforico e per il gas il sapore sarebbe nauseabondo… 24 cucchiai di zucchero per litro…
    alcuni degli olii essenziali utilizzati non sono permessi per uso interno in molti paesi (es lavanda)
    e poi l’acido ortofosforico oltre a creare un composto acido che favorisce l’acidosi dell’organismo reagisce con la plastica e con l’alluminio della lattina avvelenandovi ancora di piu’…

    come ha catturato tanti clienti? lo zucchero e’ una droga, lo zucchero + la caffeina sono una droga ancora piu’ potente… e poi l’estratto di cola contiene comunque composti che creano assuefazione.

    se viviamo in un mondo cosii’ schifoso e’ perche’ la petrochimica-farmaceutica ha in mano il nostro passato degli ultimi 100 anni… ha fermato il progresso (che riduceva i loro guadagni), ha criminalizzato la natura e i suoi prodotti.. ci hanno venduto gli scarti di produzione…autentici veleni. come toccasana… Come il fluoro nell’acqua e nel dentifricio o la candeggina… che non e’ altro che un residuo di lavorazione con metalli pesanti… ci vende la lampadina a risparmio energetico come rispettosa della natura tralasciando di informarvi (infatti sulle confezioni non ve ne e’ traccia) del fatto che non sono altro che tubi al neon… pieni polveri sottili di metalli carcinogenici… e che se ve ne rompe una dovete immediatamente aprire le finestre non respirarne i gas e le polveri e che non vanno toccate, e che non possono essere gettate nella spazzatura perche’ altamente inquinanti… e che quando funzionano producono un campo elettromagnetico che fa male alla salute..non vanno tenute a distanze inferiori ai 2 metri… e che vi sparano raggi UV B e UV C a manetta…

    Commento by takis

  26. Takis: mi piacerebbe che tu ci documentassi scientificamente tutte le affermazioni che fai, citando i titoli, gli autori, l’anno di pubblicazione e la rivista scientifica che li ha pubblicati.

    Vedi, è molto facile scrivere un post dicendo questo e quello ma poi il difficile e sostenere le affermazioni con prove CERTE, RIPRODUCIBILI e soprattutto CONTROLLATE.

    A parere mio, e del 99,99% della comunità scientifica internazionale, tutto quello che hai scritto è un ammasso di panzane pseudo-new-age che non ha alcun riscontro scientifico ma sarei ben felice di ricredermi non appena mi porterai prove che rispondano ai requisiti si qualità che ti ho appena citato.

    Dimmelo tu che veleno si crea dalla reazione a temperatura di 25°C tra l’acido ascorbico ed il cloro molecolare… Io lo so, e so anche che è un prodotto innocuo, tanto innocuo che si forma tutti i giorni anche nel nostro organismo senza ucciderci… Vediamo se sai la risposta corretta.. 😉
    Comunque sappi per cominciare che l’acido ascorbico estratto da un limone, per esempio è INDISTINGUIBILE da quello sintetizzato (a partire dal glucosio per via fermentativa… Oh, guarda nemmeno per via “chimica” ma usando dei batteri!).

    Quella chimica che tu tanto disprezzi è quella che probabilmente ti ha tenuto in vita fino ad adesso con i farmaci che hai assunto fino ad oggi, con i vaccini che hai fatto da piccolo e che ti protegge giorno per giorno evitando che tu muoia per esempio di un avvelenamento da micotossine che potrebbero essere naturalmente contenute nel grano della pasta o del pane (tanto “naturali” ma altrettanto mortali !). La chimica è quella che ti permette di non andare in giro nudo e non vivere in una capanna di fango. Di usare il telefonino e la televisione e persino di intervenire su questo blog.

    E poi, la chimica è dappertutto.
    E’ chimica il cloruro di sodio con il quale sali la pasta o l’insalata (o la mangi scipita?) è chimica il caffè, il the ed il vino.
    Occorre smettere di pensare “chimica” uguale “veleno”.
    Ci sono veleni potentissimi e naturalissimi!!!
    Se qualche prodotto di sintesi differisce dal naturale (per esempio il citato aroma di vaniglia dalla vanillina) è puramente per ragioni di costo\beneficio, è possibile riprodurre esattamente lo stesso aroma del baccello anche in laboratorio; certo i costi sarebbero più alti e non ne varrebbe più la pena.

    Francamente penso che tu debba studiare un po’ di più ed essere un po’ meno paranoide.

    —Alex

    Commento by AD Blues

  27. PS = l’unica cosa del tuo intervento sul quale sono d’accordo è che la Coca Cola fa’ schifo.
    Infatti non piace anche a me e fa’ pure ingrassare a palla…
    Ma questo non c’entra nulla con la chimica. Lo zucchero e la caffeina infatti sono cose NATURALISSIME!

    —Alex

    Commento by AD Blues

  28. non so a quale panzane new age ti riferisci… molto probabilmente quando dico che gli additivi chimici servono all’industria per camuffare la cattiva qualita’ dei cibi?? che lo zucchero e caffeina danno assuefazione? che le lampadine a risparmio energetico sono dei neon?

    io non ce l’ho con la chimica che avviene in natura, ne con chi usa la chimica con senno…ce l’ho con la Chimica al servizio del mercato…compreso quella accademica e alla ricerca che oggi piu’ che mai e’ asservita al mercato….

    studi scientifici?? gli studi scientifici portano ai risultati richiesti dal committente

    per ogni studio che mi porti…pro…ne troviamo altrettanto contro

    se vuoi ti posto punto per punto quando ho tempo ma ti prego di non indurre in confusione la gente tra le reazioni chimiche presenti in natura e quelle che compie l’uomo attraverso il suo giocare al piccolo chimico…

    la natura si autoregola…l’uomo no ed ha molti stimoli per non farlo a scapito della natura e salute altrui

    Commento by takis

  29. ps

    per la vaniglia e la vanillina… per quanto mi riguarda il problema e l’indurre le persone in errore…

    la natura di quello che stiamo acquistando deve essere dichiarato in grande assieme al nome del prodotto e non nella lista degli ingredienti nascosta nelle pieghe della confezione… anche perche’ la gente non solo non sa leggere le etichette (scritte spesso per trarre in inganno il consumatore) ma soprattutto non le legge perche’ non ha il tempo di decifrare il contenuto (semmai ci riuscisse) e su questo contano i produttori..

    GELATO ALLA VANIGLIA -con magari sotto indicata la percentuale…e la percentuale minima di legge. il gelato che contiene baccelli di vaniglia… Sulla confezione puo’ apparire il baccello in primo piano con gli ingredienti.

    GELATO all’estratto di VANIGLIA … estratto senza solventi chimici, niente immagini di vaniglia. La legge dovrebbe stabilire quei processi di estrazione che non lasciano residui ne del solvente ne di molecole dubbie create dal processo.

    GELATO all’estratto chimico di VANIGLIA… uso di solventi e processi chimici che lasciano residui e creano nuovi elementi chimici, scordatevi la dizione “aroma naturale”..niente immagini di vaniglia.. Fino agli anni 60-70 i prodotti si vantavano pubblicamente del CHIMICO…scrivendolo ben in grande sulla confezione…quando dopo decenni di chimica si incominciavano a palesare gli effetti di alcuni dei migliaia di prodotti chimici che non sono mai stati testati scientificamente a lungo termine.. qualcuno ha cominciato a nascondere la parola..

    GELATO alla VANILLINA…perche’ la Vanillina non e’ Vaniglia per quanto i chimici siamo bravi ad aprossimarsi… niente immagini di vaniglia… e dato che ne siete cosi’ fieri ci potete metter un bel baile di petrolio per ricordare l’origine “naturale” della vostra vanillina… oppure la formula chimica

    dopo di che’ lasciate al consumatore informato correttamente (alle sue capacita’ di comprensione della questione in oggetto) la scelta…

    Commento by takis

  30. Takis:

    Ben vengano le tue considerazioni puntuali! Le aspetto con ansia perché c’è sempre da imparare!

    Le panzane pseudo new-age a cui mi riferisco:
    – in primo luogo la differenza tra NATURALE ed ARTIFICIALE che è appunto completamente artificiale! Non è assolutamente vero che quello che l’uomo ha sintetizzato (spesso impiegando su scala industriale processi che avvengono in natura) sia per forza nocivo e scadente. In più le molecole sintetizzate in laboratorio sono per l’appunto INDISTINGUIBILI !!!
    – la fantomatica reazione tra acidi ascorbico e cloro nell’acqua potabile.
    – la buona agricoltura “naturale” rispetto a quella diabolica aiutata con OGMI o sostanze chimiche: se non ci fossero i fertilizzati ed i pesticidi, primo non potremmo produrre il nutrimento necessario a tutta l’umanità (e non ci riusciamo neppure adesso grazie a grandi errori di tipo socio-economico) ed in più avremmo prodotti non adatti alle nostre esigenze alimentari (la pasta all’italiana non esisterebbe) e quei pochi cereali che avremo sarebbero infestati dalle micotossine.
    – la presunta carcenogenicità e le altre panzane che hai scritto sulle lampade a basso consumo: puro terrorismo! E’ vero che sono simili a dei tubi al neon ma non è vero nient’altro (specialmente l’imposizione da parte di presunte lobby!) Pensa solo a quanto petrolio in meno bruceremo (con tutto quello che ne consegue!) Le scelte che facciamo sono basate anche su un bilancio di costi e benefici!
    – Stendiamo poi un velo pietoso su dentrifrici etc. che non meritano nemmeno di essere confutati da quanto sono confusi e assolutamente anti-scientifici.

    Tu sei l’esempio esatto della persona che mi piaceva raggiungere con i miei post: coloro che hanno il pregiudizio che “naturale” è buono ed “artificiale” è “cattivo”.

    E per favore smettiamo di dire che gli studi scientifici dimostrano quello che vuole il committente! Primo perché non sempre esiste un committente (gli studi vengono fatti principalmente per curiosità ed amore di conoscenza da enti autonomi come le università!) e poi vi sono studi SERI, ossia dove i risultati vengono rivisti prima della pubblicazione da una commissione di esperti terzi all’oscuro di chi siano gli autori, finanziatori etc.
    Esistono certamente anche gli studi meno seri che non vengono rivisti da alcuno e pubblicati da riviste scientifiche dalla dubbia reputazione.
    Se tu mi metti tutti gli studi sullo stesso piano vuol dire che non hai la minima idea di cosa sia il metodo scientifico ed allora per te Wanna Marchi ha la stessa autorevolezza di una Margherita Hack o di Rita Levi Montalcini!

    Non esiste il bianco o nero; le trasformazioni indotte dall’uomo (la cottura dei cibi ne è un esempio) possono essere benefiche o nocive. Dobbiamo uscire da questo assurdo pregiudizio!

    Poi lungi da me dire che la caffeina (perfettamente esistente in natura, nel caffè!) possa dare assuefazione ad alte dosi (se per questo è pure mortale !) oppure che lo zucchero, in alte dosi e con consumo continuativo possa risultare nocivo e causare diabete ed altri problemi. Questo però non significa che tutto quello che l’uomo crea sia dannoso!

    Pensa quante vite hanno salvato gli antibiotici come la penicillina!

    Certo, posso persino essere d’accordo con te: a volte le aziende sono truffaldine e cercano si mascherare la cattiva qualità dei loro prodotti dietro diciture astruse etc.
    Questo non ha niente a che fare né con i miei articoli né con la chimica, questo è materiale per i NAS o per i legislatori nazionali e sovranazionali che dovrebbero stabilire regole più chiare e stringenti.
    (poi però tutte le volte che viene fatto questo, ecco il contestatore di turno che si lamenta perché le regole strette uccidono le tipicità!)

    Per favore, aprite gli occhi!!!

    —Alex

    PS = la natura purtroppo non si autoregola, questa è una delle panzane più grosse; se si autoregolasse non avremmo i terremoti come quello di Haiti o dell’Abruzzo, le inondazioni come quella in Pakistan, le siccità, le micotossine, la cicuta, la belladonna, etc. etc.

    Commento by AD Blues

  31. PS = la vanillina non è uguale all’aroma di vaniglia ma in moltissime preparazioni (specialmente da forno) usare l’una o l’altra risulta indistinguibile anche a palati bene allenati perché il calore “distrugge” le componenti che “fanno la differenza”.

    La vanillina isolata dal baccello di vaniglia e quella preparata in laboratorio invece sono IDENTICHE e NESSUNO al mondo riuscirà mai a distinguerle perché sono LA STESSA COSA.

    –Alex

    Commento by AD Blues

  32. Alex, sulla questione ‘la natura si autoregola’ sono d’accordo con Takis. Infatti tutti questi terremoti, ad esempio, ci sono perchè aiutano la terra a far diminuire il troppo calore che accumula a causa dell’effetto serra. (Ora però non voglio andare fuori argomento del post!).

    Commento by FrancescaV

  33. Francesca, se puoi indicarmi la fonte della tua affermazione te ne sarei ben grato!

    È la prima volta che sento una cosa del genere!

    Per quanto ne so io i terremoti avvengono perché le placche continentali sfregano fra di loro spinte dal magma contenuto all’interno del nostro pianeta (e non quello dell’atmosfera esterna!). Le placche spingono le une verso le altre accumulando energia che poi viene liberata tutta assieme causando il terremoto. Se la natura sapesse autoregolarsi questa energia si libererebbe poco alla volta con microterremoti invece che con scosse disastrose.

    Ovviamente questo non è il mio campo e potrei sbagliarmi o non essere al passo con gli ultimi studi (seri) pubblicati sull’argomento.

    —Alex

    Commento by Adblues

  34. ti rispondo qui Alex, ma poi non continuo per non andare fuori tema del tuo articolo. Le fonti precise non le ricordo, ne ho letto sia su un paio di libri che seguito dei documentari in tv. La terra ha bisogno di stare ad una temperatura costante. Questo surriscaldamento fa sì che espella il magma per dominuire il calore interno. In più le ceneri che arrivano nell’atmosfera fanno da schermo ai raggi solari diminuendo anche la temperatura atmosferica.

    Commento by FrancescaV

  35. Per aggiungere altra “carne al fuoco” delle polemiche su Vaniglia e Vanillina, il buon Dario Bressanini ci ha regalato un altro dei suoi eccezionali articoli che merita un’attenta lettura, specialmente dove racconta di una prova “in cieco” eseguita in più volte tra il 1995 ed il 2009 facendo assaggiare ad una commissione di esperti di cucina (tra i quali chef e pasticceri) dei prodotti preparati con Vaniglia e Vanillina, ebbene il risultato è sempre lo stesso: specialmente nei prodotti da forno, Vaniglia e Vanillina sono indistinguibili: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/03/07/vaniglia-iii-tra-vaniglia-e-vanillina/

    —Alex

    Commento by ADBlues

  36. grazie della segnalazione Alex.

    Commento by FrancescaV

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