Durante le mie vacanze siciliane sono riuscita ad incontrare la mitica Enza nientepopodimenoche all’antica tonnara di Scopello, e ci siamo fatte pure una nuotata insieme
Alla fine ci siamo incrociate per poco, ma lei non si è lasciata sfuggire l’occasione di riempirmi letteralmente di prelibatezze della sua terra, tra cui la busiata trapanese e il ragusano stagionato.

L'antica tonnara di Scopello
La busiata è una pasta tradizionale di semola ed acqua fatta essiccare lentamente. In Sicilia la condiscono con tutto, dal classico pesto alla trapanese ad ogni tipo di pesce, passando appunto per la pasta alla norma.

Busiata trapanese
Il ragusano invece è un formaggio dop di Ragusa, a forma di parallelepipedo (come dice Enza), molto saporito perchè il mio era ben stagionato. Qui a Strasburgo la ricotta è già una chimera, la ricotta salata non sanno nemmeno che esiste, quindi al suo posto nella norma ho usato il ragusano (spettacolare).
Ecco la ricetta di una pasta alla norma divina (e scusate la modestia
).
Ingredienti per 2: una melanzana media, 1 spicchio d’aglio, 4-5 pomodori da sugo (tipo san marzano), ricotta salata q.b. (io ho usato il ragusano dop), circa 2 etti di busiata (la pasta), 2-3 cucchiai di olio e.v.o., tante tante foglie di basilico fresco.
Lavare ed asciugare la melanzana, togliere il picciolo erboso con le foglie e tagliarla a fette molto sottili (circa mezzo cm.). Mettere le fette di melanzane in una ciotola capiente, una sopra l’altra, cospargendole di sale grosso in ogni strato. Coprirle con un piatto fondo dalla parte del fondo e mettere sopra un peso in modo che le fette di melanzane siano belle schiacciate. lasciare così per un paio d’ore. Questo aiuterà a mandare via l’amaro a favore di un gusto più dolce.
Intanto incidete con un coltello il fondo dei pomodori facendo una croce e tuffateli in acqua bollente per circa 5 minuti. Tirateli fuori e spellateli (in questo modo si spellano subito), poi tagliare i pomodori a tocchetti. In una padella ampia e dai bordi alti far inbiondire lo spicchio d’aglio dolcemente nell’olio, aggiungere i tocchetti di pomodoro, metà delle foglie di basilico da usare (diciamo circa una ventina di foglie sciacquate, asciugate e tagliuzzate), salare e far cuocere circa 10 minuti coperto.
Riprendete le vostre fette di melanzane, sciacquatele bene dall’acqua che hanno tirato fuori e dal sale e asciugatele. Ora nella pasta alla norma tradizionale le fette di melanzane vanno fritte in abbondante olio caldo e messe su carta assorbente ad asciugare l’olio in eccesso. Io, sia per gusto che per velocizzare un po’, ho cotto le melanzane sulla piastra. Tenete qualche fetta di melanzana cotta da posizionare su ogni piatto, le altre fatele a listarelle e unite al pomodoro in padella.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e ripassatela in padella per altri circa 3 minuti, aggiungendo il restante basilico tagliuzzato e girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Servire ricoperta di ricotta salata grattugiata nei fori lunghi della grattugia, con qualche fettina di melanzana intera di lato e un ciuffetto di basilico.

Da tenere a mente
La pasta alla norma va preparata con pasta corta, o media come la busiata. No quindi a spaghettini e suoi affini.
La norma è un primo piatto dai gusti e gesti semplici, ma ci vuole il suo tempo per prepararlo. Rifuggete le ricette che vi indicano 40 minuti di preparazione. Mettete in conto almeno due ore (con le melanzane cotte alla piastra) se non di più.
La pasta alla norma venne così chiamata per elogiare un piatto così perfetto come la Norma, opera capolavoro del Bellini, grande compositore catanese.
Tags: pasta alla norma, sicilia
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Vacanze siciliane (consigli e indirizzi) | FrancescaVElenco degli articoli che citano questo:
lunedì, 2 agosto 2010 alle 07:02 .
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