Di pentole e padelle ecologiche

Letto 9601 volte.

La cucina consapevoleSi fa un gran parlare ultimamente, dentro e fuori FrancescaV, di pentole e padelle ecologiche o bio, cioè non tossiche per la nostra salute. Quando si cucina a fuoco alto, soprattutto con padelle antiaderenti, bistecchiere o al salto, sapere che il nostro cibo staziona su un materiale che non lo contaminerà rilasciando sostanze tossiche ad alte temperature ci farà stare sicuramente più tranquilli.

Siamo ormai molto attenti al cibo che compriamo, alla sua provenienza, stagionalità e produzione, ma se poi siamo noi stessi involontariamente ad alterarlo con materiali di cottura nocivi, non mi sembra che alla fine ci avremmo guadagnato un granchè, e la cucina consapevole andrà a farsi friggere, è proprio il caso di dire.

Di questo argomento però so ancora poco, quindi è arrivato il momento di approfondire, e lo voglio fare insieme a voi. Comincerò con qualche notizia raccolta che avrà bisogno dei vostri contributi ed esperienze per arricchirsi e poter così creare uno spettro più ampio di conoscenze sull’argomento. Vi invito perciò fin da ora a partecipare alla raccolta di informazioni sulle pentole e padelle bio antiaderenti, per contribuire insieme ad una cucina più sicura e rispettosa della nostra salute.

L’invito è esteso a tutte le case produttrici di pentole e padelle ecologiche, realizzate con materiali il cui specifico intento sia quello di non alterare il cibo che cuciniamo. Vogliamo conoscervi, fatevi conoscere. Anche scrivendomi a francesca(chiocciola)francescav(punto)com

La prima cosa importante da cui partire è che il teflon, materiale antiaderente che riveste la maggior parte delle padelle che si trovano in commercio, è nocivo. E’ stato dimostrato da studi americani del 2004 svolti dall’EPA, Agenzia per la protezione ambientale statunitense, che ad alte temperature il teflon è cancerogeno. Per questo motivo entro il 2015 negli USA il teflon sarà bandito.

Quali sono dunque i materiali antiaderenti alternativi al teflon più salutari per le nostre pentole e padelle?

Comincio col parlarvi della Gastroguss, azienda di padelle tedesca che ci ha presentato IZN in occasione della ricetta delle frittelle di pasta madre. Le sue padelle hanno uno strato antiaderente realizzato con una lega di acciaio e alluminio e non di plastica come il teflon, che risulta essere molto resistente e non tossico (provato da IZN!).

Pentole e padelle ecologiche bio non tossiche

Immagine tratta dal sito della Gastroguss

Un’altra casa produttrice di padelle ecologiche, scoperta proprio ieri mentre facevo la spesa al supermercato bio, è la Beka Evolution Céramique, ancora di origine tedesca, nata più di 100 anni fa e dal 2000 acquisita dal gruppo industriale belga Allinox.
Le sue padelle sono rivestite di uno strato antiaderente di ceramica garantito 3 anni, con fondo spesso per la diffusione ottimale del calore. In più riportano il marchio ‘Eco-logic by Beka‘ che attesta la produzione in fabbrica secondo procedimenti particolarmente rispettosi della nostra salute e di quella del pianeta.

Da una ricerca in rete ho selezionato la linea italiana Greenline della Ballarini, una collezione di strumenti di cottura antiaderenti con supporto ceramico riciclabili. Se qualcuno li ha provati ci faccia sapere nei commenti la sua opinione.

Segnalo infine la Diamantstone, un’altra ditta italiana, scelta ed usata da Massimo, affezionato lettore e commentatore del blog. La Diamant Stone è realizzata in pressofusione con un’esclusiva lega di alluminio particolarmente adatta all’uso alimentare (cito testualmente il sito web). Massimo ci si trova molto bene ma vorrebbe essere rassicurato della reale sicurezza in cottura. Qualcuno ne sa di più?

Ho lanciato il sasso. Ora tocca a voi. Fateci sapere se avete altre ditte di pentole da consigliare che usino materiali non nocivi per la nostra salute e come vi trovate. Questo approfondimento renderà la nostra cucina più consapevole e ci sentiremo più sereni davanti ai fornelli.

Related posts:

  1. Corso gratuito sulle pentole a Milano
  2. Resoconto corso gratuito sulle pentole

Tags:

Commenti


  1. eppure gira voce che anche la ceramica sia nociva…ma le care vecchie padelle tutte in acciaio????

    Commento by luby78

  2. le padelle in ceramica che ho usato si sono deteriorati molto presto.

    Commento by pino

  3. Non ho particolari nozioni da trasmettere in merito, ma sono incuriosita da quelle rivestite in ceramica… non le ho ancora provate, ma ne sento dire bene (almeno dal punto di vista della cottura). Però a volte c’è da chiederci… meglio aggiungere un po’ d’olio in più e usare quelle in acciaio o avvelenarsi lentamente con quelle antiaderenti?? Ihihih… ovviamente non è un’affermazione seria. Tornerò a leggere opinioni in merito al padellame. Ciao!


  4. Grazie! era ora che qualcuno “smuovesse” un pò l’argomento…….
    qualcuno sa dire qualcosa riguardo l’alluminio ? ho comprato due stampi che non ho ancora (aiuto) utilizzato…..

    Commento by MassimoT

  5. Grazie per questo post mooolto utile (come tutto quello che fai qui).
    Io ho risolto il problema…beh senza pentole antiaderenti (il buon vecchio acciaio inox). Ma forse sono un po’ nonna dentro ;-)

    Commento by Edda

  6. luby78, la discussione è proprio su quale tipo di padella è meglio usare in cucina per preservare la genuinità dei cibi che cuciniamo.

    pino, io non ho padelle rivestite in ceramica ma avrei questo timore in effetti. Queste della ballarini sono garantite 3 anni (che comunque per una padella non mi sembra un’enormità). Tu che marca avevi?

    (parentesi culinaria) :-)

    aiutiamo MassimoT che ha comprato 2 stampi in alluminio, va sul sicuro o c’è da temere qualcosa anche da questo materiale?

    Edda, diciamo che sei la nipote che tutte le nonne vorrebbero avere ;-) Grazie per la tua testimonianza sull’acciaio inox.

    Commento by FrancescaV

  7. Grazie per questa spoegazione davvero utile! Se ti vieni a ader un occhiata al mio contest.


  8. io uso stampi in alluminio a tutto spiano :-)
    L’unico accorgimento con l’alluminio che io sappia è non lasciarci dentro cibi acidi, per il resto cuociono che è una meraviglia.
    Le padelle in ferro sarebbero da recuperare assolutamente: so che esistono metodi semplici per condizionarle in modo che diventino perfettamente antiaderenti (e durano una vita, anzi tutte le vite che volete, sono praticamente indistruttibili), se qualcuno ne sa qualcosa sarei felice di condividere!
    Un bacio francesca, bellissima idea questa di concentrarsi sugli utensili per cucinare.

    p.s.: anch’io non ho sentito parlare molto bene delle padelle in ceramica, ma non le ho mai provate. Probabilmente anche lì ci saranno diverse qualità :-/

    Commento by izn

  9. Ciao Francesca, post molto interessante! Io più che un consiglio ho una domanda… Da un paio d’anni utilizzo con gran piacere una padella Tefal (quella con il cerchio rosso al centro) che mi hanno regalato ad un congresso gastronomico in Spagna. E’ fantastica. Conduce il calore benissimo ed è antiaderente come non mai. Ma è differente dalle classiche padelle col rivestimento nero antiaderente. Non ho idea se sia ecologica, salutare ecc. Voi la conoscete?

    Commento by Mafaldina

  10. …..ok, se mi date un “suggerimento” all’uso convinco mia moglie a provare sia lo stampo a forma di ciambellone che quello a budino……;)

    Commento by MassimoT

  11. Circa le pentole in alluminio rassicuro sul fatto che i cibi acidi sono un potenziale problema in conservazione.
    Per la preparazione della birra artigianale si cuoce il mosto (a pH acido) solitamente in pentole di alluminio.
    Lo svantaggio principale dell’alluminio è la difficoltà nella pulizia.
    I vantaggi sono leggerezza e buona distribuzione del calore sul piano della pentola.

    Qualcuno sa qualcosa delle pentole Alluflon (è una marca e non un rivestimento)?

    PS: FrancescaV, ti ho linkato sul mio blog e ti ho aggiunto al mio rss reader

    Commento by Cernio

  12. Cleareilpomodorosso ahimè ho pochissimo tempo in questo periodo, non ce la faccio a partecipare ai contest, ma ti seguirò!

    izn, approfondire le nostre conoscenze sugli attrezzi da cucina che usiamo tutti i giorni mi interessa e incuriosisce molto :-)

    Mafaldina, quel tipo di padella lo conosco ma non saprei dirti se è salutare oppure no. Qualcuno può aggiungere qualche info in più?

    MassimoT, un bel giro nell’archivio delle ricette? ;-)

    Cernio grazie delle informazioni aggiuntive che ci hai scritto. Anche io aggiunto al reader :-)

    Commento by FrancescaV

  13. Un apersona che lavora alla Lagostina mi ha spiegato che l’antiaderenza si può ottenere in 2 modi: rivestimento anti-aderente in teflon o suoi sostituti; oppure con un fondo molto spesso.
    A casa usiamo 2 padelle, una in acciaio con fondo relativamente spesso e rivestimento in Teflon, marca Ikea, non attacca nulla ma vista questa notizia sul teflon inizierò a usarla sempre di meno.
    E un’altra con fondo molto spesso, tutta in acciaio, marca Paderno, senza rivestimenti. E’ molto pesante ma non attacca nulla!
    Già da tempo circola la voce che anche l’alluminio non faccia così bene alla salute, per questo che ho puntato sull’acciaio.
    Come scrivevano altri, questo ci riporta alle vecchie padelle tutto-acciaio. Basta un fondo spesso e non attacca nulla.

    Commento by Guido

  14. Mi sa che hai ragione e che bisognerà passare all’acciaio con fondo spesso……
    ricordate quelle televendite di una volte dove proponevano pentole in acciaio con fondo spesso per una “cucina” senza grassi ???

    Commento by MassimoT

  15. anch’io qualche mese fà ho trovato due tegami fantastici
    li cercavo x fare il pane x non usare la carta forno,li posso mettere sia sul gas
    che nel forno,non si attacca niente e i liquidi non si consumano.
    non sò dirvi che marca sono ma sono fantastiche
    unico endicapsono i manici si riscaldano e ci vogliono le presine

    Commento by panefresco

  16. grazie Guido per le ottime info sulla tua esperienza con le padelle antiaderenti che hai fatto. Indagherò su questa dittà Paderno.

    MassimoT, e come non ricordarle? Avessero ragione?

    panefresco, grazie anche te del tuo interessante intervento. Se riesci anche a farci sapere di che marca sono questi fantastici tegami sarebbe il massimo. magari è scritto sul fondo?

    Commento by FrancescaV

  17. Buongiorno a tutti , e complimenti a Francesca per il problema posto. Sorto il bubbio, per una cottura sana, dei cibi; avevo letto nel post delle Frittelle di pasta madre, di Francesca , appunto di queste padelle tedesche, in lega di alluminio e … Fatto ricerche, in internet, sono emerse (per cicinare sano), anche queste padelle in rivestimento “ceramico”. Bene, non trovando, nella mia zona, la marca conosciuta da Francesca, ne ho acquistata una alternativa sempre tedesca “Berndes” : profusione di calore ottima, anzi c’è da fare attenzione e non strinare, perchè la resa è tanta….ma, il problema della cottura “sana” è passato in secondo piano, nei vari siti non viene più menzionato, da quando, poco dopo, c’è stata un’invasione di queste padelle , di ogni marca e tasca (la prima , la comprai 2 anni fà). Il dubbio ora resta se sano o no, oppure se effettivamente, fra tutti questi nuovi materiali non sia meglio l’acciaio, senza farsi ingannare dalle “mode” del momento. Fatemi sapere

    Commento by Rossella

  18. Rossella, bella questione poni, su cui sarebbe bene riflettere: tutta questa ricerca di nuovi materiali è veramente finalizzata ad una cottura più sana per chi usa pentole e padelle? Per ora mi sento di lasciare la domanda aperta…

    Commento by FrancescaV

  19. Salve a tutti,
    sfogliando un rivista mi soffermo “nientepocodimenochè………..!!” su di una intera pagina pubblicitaria del teflon ! Cucina sana, facile da pulire, prestazioni superiori…e sopratutto …sicurezza! Dove recita testualemnte ” Nel corso degli ultimi 40 anni, oltre due miliardi di pentole e padelle con rivestimento antiaderente Teflon sonostate utilizzate senza alcun problema in tutto il mondo e la loro sicurezza nell’impiego a contatto con gli alimenti è stata certificata da autorità internazionali altamente accreditate” . Facendo riferimento esplicito all’European Food Safety Authority, all’US Food and Drug Administration ! ed all’US Enviromental Protection Agency….!
    Ma non sarà bandito dagli USA ? L’EPA stessa non ha accertato che tanto bene non fa a contatto con gli alimenti ? Come al solito la disinformazione prevale, e capirci sempre di piu’ per noi poveri..consumatori è sempre piu’ dificile…
    Non vi dico la foto della pubblicità in questione….una bella padella antiaderente piena zeppa di verdure di ogni tipo,carciofim cetrioli, cavolo romano, broccoli, etc. etc.
    Ti fa venire voglia di comprarla, almeno le verdure ;)
    Qualcuno di voi lha vista ? che impressione vi ha fatto ?
    facciamo una petizione !?!?

    Commento by Massimo

  20. Tempo fa (non ricordo precisamente quando: diciamo qualche mese fa) ho letto su Repubblica che il teflon viene bandito NON perché dannoso in sé, ma perché durante la sua lavorazione si producono sostanze nocive. Cioè, il teflon sarebbe pericoloso solo per chi fabbrica le pentole antiaderenti , NON per chi le usa. L’articolo sembrava piuttosto serio e documentato, e faceva riferimento a studi, ricerche scientifiche ecc.
    A chi credere?
    Io continuo a usare, per ora, le vecchie pentole antiaderenti, ma con una punta di inquietudine…

    Commento by Velelia

  21. E’ vero, il Teflon non sara’ bandito nel 2015 (come erroneamente scritto all’inizio del blog) Nel 2015 sara bandita del tutto una sostanza che si usava ( la maggior parte dei grossi produttori non la una gia’ più) per la fabbricazione degli strati antiaderenti al Teflon.

    Commento by sailor

  22. Ciao a tutti, ho 25 anni e mi piace molto cucinare. A casa, esito di regali di matrimonio dei miei, ho una batteria di pentole in acciaio inox che ho sempre detestato perchè mi scottavo, però, dopo aver provato le antiaderenti in teflon a avendo letto qui e là che erano nocive, sono tornata ad apprezzare le care e vecchie padelle totalmente in acciaio inox a doppio fondo e la cucina è un piacere. Ma qualcuo mi sa invece dire se quelle in ghisa siano dannose?
    Ciao a tutti!!!

    Commento by bibbi

  23. Ciao tutti, io ho una padella con rivesimento ceramico della Moneta ma non mi trovo affatto bene. Premetto che ho già sostituito tutte le padelle o quasi con quelle in alluminio o acciaio (una batteria regalatami da mia suocera risalente a una decna di anni fa, con fondo spesso, fantastica, si attacca il cibo solo se lo lasci bruciare, ma è comunque molto facile pulirle dopo..). Vorrei trovare una padella antiaderente solo per le frittate che in casa mia si fanno abbastanza spesso. Ho chiesto info alla Gastroguss ma stranamente non mi rispondono. Qualcuno conosce rivenditori in Italia, meglio se tra Pescara e Chieti, oppure Milano? Grazie

    Commento by Lorena

  24. Salve, trovo questo blog molto interessante però attualmente sarebbe altrettanto interessante sapere se dopo qualche anno dall’uscita di questi nuovi rivestimenti in ceramica c’è veramente modo di potersi fidare oppure no.

    La mia esperienza personale inizia circa due mesi fa con l’acquisto di una piccola batteria di pentole della marca PENSOFAL in Bio-Ceramica, ma attualmente posso soltanto dire di averle trovate pessime. Dopo circa 2 settimane la vernice esterna ha cominciato a cambiare colore ed a sverniciarsi nonostante abbia osservato attentamente le istruzioni per l’uso. Inoltre hanno introdotto un sistema ad incastro con coperchi forellati per agevolate la colatura dell’acqua e l’eventuale fuoriuscita di vapore, che a causa dello sfregamento del coperchio con la pentola, causa lo sfaldamento e la rimozione del rivestimento in ceramica interno. Insomma forse sarebbe meglio non fidarsi di questo produttore.
    Resto comunque in generale sfiduciato di questo prodotto e sarebbe meglio che i fabbricanti non pensassero soltanto a buttare sul mercato “oggetti da vendere” ma cercassero seriamente di offrire qualità in quello che fanno.
    Inoltre qualcuno sa se ci sono vere garanzie sulla sicurezza per la salute nell’uso di prodotti che usano di tale rivestimento?

    Commento by FaKiri

  25. ciao a tutti, grazie mille per aver affrontato questo argomento e soprattutto grazie a “FaKiri ” stavo per acquistare una pentola cuoci pasta della PEnsofal ma eviterò accuratamente! Del resto io rimango dell’idea che chi più spende meno spende!
    Grazie ancora e a presto!

    Commento by vany

  26. Ciao a tutti,
    ho letto con molto interesse il post e i vari commenti. Io non posso che parlare bene delle padelle antiaderenti che uso. Sono le iCook che hanno un fondo speciale (DURAMIC) che non va a finire nel cibo. Si può cuocere senza aggiunta di grassi e usare strumenti di metallo (posso farvele provare se non ci credete).

    Per gli amanti della cucina bio è fondamentale anche la batteria con cottura a calore umido (metodo Vitalok) che conserva fino al 30% in più dei nutrienti contenuti del cibo. Per maggiori informazioni http://www.amway.it/cms/brand_centre/icook/vitalok

    Commento by Raffaello

  27. Salve a tutti!
    Dopo avere letto i vs. commenti mi sento un po’ più felice nel sapere di non essere la sola ad avere il problema del pentolame.
    Io purtroppo sono allergica al nichel e pertanto posso usare solo l’acciaio inox 18/c perchè è l’unico senza l’aggiunta di nickel (il 18/10 e il 18/8 contengono cromo e nickel).
    Per quanto riguarda il rivestimento interno delle padelle io ho trovato la “green ceramica antiaderente PTFE e PFOA free” della Ipac – garazia 5 anni (www.ipacitaly.it).
    Sinceramente all’inizio cuoceva perfettamente poi nel tempo il cibo ha iniziato ad attaccarsi; per ovviare a questo problema ora la ungo con olio dopo averla lavata e ripeto questa operazione abbastanza spesso.
    Durante la cottura comunque aggiungo sempre un pò d’acqua.
    Per ovviare al problema dell’ingiallimento, faccio bollire un po d’acqua con aceto bianco.
    A parte il risultato della cottura dei cibi a me piacerebbe sapere se è vero o falso che il rivestimento in ceramica contiene il cadmio, considerato responsabile di malattie alla tiroide e al fegato; qualcuno di voi sa dirmi qualcosa in merito oppure indicarmi un sito che affronta questo dilemma.
    Grazie a tutti!

    Commento by Fiore

  28. La storia del mio pentolame è lunghetta..riassumendo: pentole in acciaio per bollire, poi avevo le Berndes (quelle nere dentro e verdi fuori) prese nel 2003 in offerta, pesantisime (daò tegame ala padella alla griglie) solo che non ho più le istruzioni e mi è sporto il dubbio che pur essendo in ghisa il roivestimento interno sia teflon, visto che in un paio vengono via piccolissimi pezzettini neri lascioando posto al color argento o alluminio sotto, vi chiedo: l’antiaderenza di queste padelle (ricordo che sono di quasi 10 anni fa) è ottenuita sempre col teflon? ho poi fatto l’acquisto della batteria in ceramica Moneta, ma si sono subito attaccati i cibi e devo aggiungere ancora più grassi, perciò ionutile, inoltre gira voce che la ceramica interna sia usat con vernici al piombo vi risulta? Insomma prendiamo prodotti bio, ho un bimbo a cui scaldo la pappa in tegamino..temo teflon devo rimediare che tipo di pentolinom potrei usare poer bollire la sua pappa in brodo? acciaio? ma nichel a parte ho letto che comunque contiene CROMO, ani 18/10 indica proprio il cromo, inoltre sarebbe ok pr le padelle peccato che se ci faccio i pomodorini o scaldo salse essndo cibi acidi reagiscono e si liberano i metalli pesanti (perché anche l’acciaio non è pur ema una lega). Ora ho risolto acquistando le padelle in ferro francese della De Nuyer (2 padelle e 1 griglia) , ho preferito alle Agnelli che cpostano meno ma sembrano meno pesanti e senza cera d’api, certo un po’ faticose nella manutenzione ma col rivestimento di cerca d’api dovrebbe risolversi il problema ossidazione (ruggine). Mi tengo le pentole in acciaio per bollire, ma resta il problema:
    1) tegami e casseruole (uno piccolo per sughi e uno grande per arrosti e stufati umidi : posso continuare ad usare le Berndes in ghisa smalatat di non so cosa visto che con l’umido non dovrebbero rovinarsi o meglio quelle in ceramica Moneta?)
    2) pentolino per scaldare a bagnomaria ma anche per cucinare la pappa del piccolino (meglio acciacio o un pentolino in ceramica interna? ma non c’è il piombo?)
    AIUTO

    Commento by emili

  29. ciao emili, intanto grazie per averci raccontato la tua storia di padelle e padellame, alla ricerca di quello più sano per te e il tuo piccolo.

    Non so rispondere in modo scientifico a tutti i quesiti che poni, che sono un po’ anche i miei. Se qualcuno in ascolto vuole darci maggiori indicazioni, lo ringraziamo fin da ora.

    Io uso la ghisa non smaltata, e non ho problemi di pezzettini di nulla che vengono via. Dovresti accertarti magari se le pentole in ghisa che hai siano di vera ghisa. Forse per il pentolino del piccolo, per non sbagliare, userei acciaio inox.

    Spero di averti dato qualche spunto di riflessione in più e vediamo se qualcuno ne sa di più.

    Ciao e grazie

    Commento by FrancescaV

  30. Salve a tutti,
    sono d’accordo con Francesca riguardo il pentolino in acciaio.
    Se oggi dovessi comprare una padella o altro sarei piu’ per l’acciaio (di qualità) che per altro, anche se i commenti di Emili riguardo l’acciaio mi hanno lasciato un po’ perplesso…
    Mi chiedevo se a questo punto non puntare sulle ceramiche di Emile Henry..

    Commento by MassimoT

  31. ma le vecchie, care, biologiche ed artigianli fatte in italia PENTOLE IN TERRACOTTA?

    Commento by terry

  32. Salve, ho effettuato una semplice ricerca sul Web sui vari rivestimenti in ceramica per padelle e pentolame vario.
    Molte aziende come Moneta, Ballarini, TVS, Bialetti usano un rivetimento da loro chiamato nanotecnologico. L’unica azienda che ha brevettato un rivestimento privo di nanoparticelle è PENSOFAL, la linea Bioceramix (anche se stranamente in questo blog è tato fatto un commento negativo) io in tutta onestà mi sono informata e ho felicemente acquistato la linea Bioceramix Terre di Siena, quella verde, le possiedo da circa due mesi e sono ancora intatte.

    Nanotecnologia
    La nanotecnologia si occupa di strutture più piccole di 100 nanometri, ovvero di dimensioni almeno 800 volte inferiori alla larghezza di un capello. Molte delle applicazioni di questa nuova tecnologia esistono per il momento solo sulla carta o nei laboratori di ricerca. Inoltre, le informazioni sui possibili rischi sono ancora lacunose.

    La nanotecnologia apre le porte a un’ampia gamma di applicazioni in moltissimi settori, tra cui la medicina, la tecnica energetica, la memorizzazione di dati o la fabbricazione di nuovi materiali.
    Il potenziale di questa nuova tecnologia e i rischi ad essa legati possono tuttavia essere valutati solo a grandi linee. L’UFAM, in collaborazione con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha avviato ulteriori accertamenti sotto forma di un piano d’azione.

    Per quanto riguarda l’ambiente e la salute, la nanotecnologia offre diverse opportunità, come ad esempio:

    efficienza dei materiali: minor consumo di platino nei catalizzatori;
    efficienza energetica: materiali più leggeri e conseguente risparmio energetico nel trasporto oppure la realizzazione di cuscinetti assiali senza attrito per la costruzione di macchine;
    alternative alle sostanze tossiche: impiego di altre sostanze al posto dei metalli pesanti nell’elettronica;
    farmacologia: migliore somministrazione di principi attivi nella cura dei tumori.

    Esistono tuttavia anche indizi di possibili rischi legati alla nanotecnologia:

    tossicità per i pesci: durante un esperimento condotto su persici trota, si è osservato che il cervello di questi pesci aveva subito danni già in presenza di basse concentrazioni di molecole di C60 (fullerene);
    tossicità per le dafnie: a seconda del tipo di somministrazione, le pulci d’acqua possono morire anche a causa di concentrazioni relativamente basse di molecole di C60 e di quantità nanometriche di ossido di titanio;
    tossicità per le cellule umane: le molecole di C60 sono tossiche per le linee cellulari umane. Perdono la loro tossicità quando la superficie delle molecole viene modificata chimicamente (idrossilazione).

    Commento by Cristina

Torna in cima | Torna alla home

Scrivi un commento




 

Newsletter

FrancescaV.com è il mio diario di ricette che puoi cucinare facilmente in casa. Per averle direttamente nella tua email iscriviti alla newsletter. Benvenuto!

Il TrovaRicette

Pochi ingredienti nel frigo e nessuna idea su come usarli?

Inserisci uno, due o tre ingredienti nel box a fianco e trova la ricetta che fa per te!

 
 
 
 
 
 

Ricette di Natale, clicca!

Ricette di Natale

 

Ricette di Natale Antipasti

 
  • Ricette di Natale Primi piatti

     

    Ricette di Natale Secondi piatti

     

    Ricette di Natale Contorni

     

    Ricette di Natale Dolci 1

     

    Ricette di Natale Dolci 2