Libri per i 150 anni dell’unità d’Italia

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Immagine delle battaglie dei Risorgimento

Immagine da Google immagini

Questa mattina mi sto guardando e riguardando su youtube l‘intervento magistrale di ieri sera a Sanremo di Roberto Benigni sull’Inno di Mameli: quante cose ho scoperto di non sapere solo ascoltando 30 minuti di un comico. Una fra tutte, che trovo di una bellezza altissima, è stata la scoperta della nascita del nostro tricolore.

Da piccola mi dicevano che la nostra bandiera nasceva da quella dei cugini francesi, che cambiava il colore della prima fascia da blu a verde. Chissà perchè si trasmettono queste sciocchezze!

E’ invece Mazzini scelse i colori italiani rifacendosi addirittura ad un verso di Dante Alighieri, nel XXX canto del Purgatorio, quando gli apparve per la prima volta Beatrice nel Paradiso terrestre, dove Virgilio lo lascia.

Ecco quei i versi:


sovra candido
vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto

33 vestita di color di fiamma viva
.

Chissà quanti italiani come me conosco così poco della loro storia fondatrice e del Risorgimento. Perciò quale migliore occasione dei festeggiamenti dei 150 dell’unità d’Italia per colmare queste lacune? Eccomi quindi a segnalarvi qualche libro sul Risorgimento e la storia d’Italia. Pochi titoli in verità: anzi, se voi ne avete da suggerire altri vi invito a segnalarli nei commenti, così riusciamo a fare una lista più completa che rispecchi più tipologie di gusti.

Poi domani è sabato, e tra i tanti giri da fare magari ce ne metterete uno anche in libreria (io lo faccio sistematicamente, è un piacere irrinunciabile).
Eccovi qualche suggerimento, e aspetto i vostri!

Il primo libro è:

La patria, bene o male. Almanacco essenziale dell’Italia unita (in 150 date)

di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, 2011, Mondadori Editore (purtroppo)

Perchè lo consiglio? Perchè ci aiuterà a ricordare gli avvenimenti storici più salienti di questi 150 anni in manierà immediata, diciamo come un primo approccio sostanziale, grazie allo schema facilmente leggibile di un almanacc0, dove vengono riporate le 150 date essenziali che hanno fatto l’Italia unita. Una specie di bignami in grande formato che ci farà fare almeno bella figura in conversazioni di breve durata 😉

Il secondo libro è:

Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italia
di Bruna Bertolo,  2011, Ananke  Editore

Perchè lo consiglio? Perchè soprattutto in questo momento di grande sbandamento dei valori femminili, rispetto e dignità in primis, sarà una grande lezione di storia per tutti noi conoscere le gesta eroiche delle donne del Risorgimento, donne colte e donne umili, che hanno lottato ogni giorno per un futuro migliore, il nostro.

Il terzo libro è:

Figlie d’Italia. Poetesse patriote nel Risorgimento (1821-1861)
di M.Teresa Mori, 2011, Carocci Editore

Perchè lo consiglio? Per scoprire come la poesia abbia dato uno straordinario contributo all’unità d’Italia, formando l’immaginario patriottico, e conoscere quali e quante furono le donne che contribuirono.

Garibaldi con la bandiera italiana

Immagine da Google immagini

Il quarto libro è:

Il libretto rosso di Garibaldi. Discorsi, scritti e proclami dell’uomo che inventò l’Italia sognando una patria socialista
di P. P. Di Mino, M. Di Mino, 2011, Purple Press Editore

Perchè lo consiglio? Per recuperare l’ideologia e la visione politica della figura storica di eroe risorgimentale di Giuseppe Garibaldi, attraverso i suoi scritti.

Il quinto libro è:

Salvatore Morelli. L’Italia e la donna
di Emilia Sarogni, 2004, Piazza D. Editore (collana Ricerca storico scientifica)
Perchè lo consiglio?Riscoprire una geniale protagonista del Risorgimento, precursore dei suoi tempi, sostenne, primo in tutto il mondo, che la soluzione della questione femminile era alla base di una vera democrazia.

Il sesto libro è:

1861. I pittori del Risorgimento
Catalogo della mostra a Roma (Scuderie del Quirinale, 7 ottobre 2010 – 15 gennaio 2011) a cura di F. Mazzocca, C. Sis, 2010, Skira Editore
Perchè lo consiglio?Per conoscere il grande contributo che apportò anche il settore culturale dell’arte al periodo storico del Risorgimento.

Come noterete, manca almeno un libro che parli della letteratura risorgimentale. Ne avete uno interessante da consigliare?
Ed esiste un libro sulla cucina risorgimentale? Fatevi sotto 🙂

Garibaldi in battaglia

Immagine da Google immagini

FrancescaV chiama Italia: pubblichiamo tutti insieme, il 17 marzo 2011, un articolo, una ricetta, un lavoro fatto a mano, una fotografia, una poesia, una storia, qualsiasi cosa vi rappresenti al meglio, per festeggiare sul web i 150 anni dell’unità d’Italia. Diffondete l’iniziativa per blog, siti, email, Facebook, Twitter, Youtube, dobbiamo essere in tanti, vi aspetto!

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Commenti


  1. Anche a me questa cosa mi ha colpito. Pero’ non so se e’ vera o se se l’e’ inventata Benigni 🙂
    Se e’ vero, sarebbe bello avere dei riferimenti chiari da inserire per esempio su Wikipedia cosi’ da diffondere il concetto.

    Secondo Wikipedia, sempre traendo spunto da Dante, il verde rappresenta la speranza, il bianco la fede e il rosso la carita’, le tre virtu’ teologali cattoliche.

    Commento by diciamola

  2. C’e’ chi si e’ gia’ offeso: reggio24ore.netribe.it/reggio24ore/Sezione.jsp?titolo=Benigni%20ha%20ucciso%20il%20Primo%20Tricolore&idSezione=22156

    «Per Benigni la scelta del tricolore è, infatti, da ricondurre a Mazzini e alla nascita della Giovane Italia, il movimento insurrezionale legato a ideali di indipendenza, unità e libertà nel 1831. In realtà il tricolore italiano fu decretato oltre trent’anni prima, precisamente il 7 gennaio 1797 in quel di Reggio Emilia, proposto da Giuseppe Compagnoni come bandiera della Repubblica Cispadana, a seguito del Congresso Cispadano tenutosi poco tempo prima, il 27 dicembre 1796 sempre a Reggio, che aveva ufficializzato la nascita della Repubblica Cispadana, comprensiva dei territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio».

    Commento by diciamola

  3. diciamola, lasciamo le invenzioni a chi fa l’inventore, o a chi lo fa con intenzioni non pulite.

    Commento by FrancescaV

  4. Comunque gli emiliani si stanno proprio arrabbiando, eccone un’altra: bolognaplanet.it/notizie.asp?ID=2562

    «Passa poi alla Divina Commedia e dice che la nostra bandiera viene da Dante che riporta, nella visione di Beatrice, i tre colori.

    Ma si sbaglia! E’ storia poco nota ma fu la sollevazione di Bologna del 1794 a dar vita al Tricolore Italiano.

    E’ quanto emerge dal testo scritto da Augusto Aglebert sessantacinque anni dopo quegli eventi, nonché da un altro importante volume storico, quello di Felice Venosta “Luigi Zamboni, primo martire della libertà italiana”, coevo dell’Aglebert, anch’egli attento a ricostruire l’importante momento storico. Aglebert e Venosta riassumono i fatti appresi da testimoni diretti bolognesi esuli a Londra.

    La coccarda, simbolo allegorico di “Giustizia libertà e uguaglianza” venne poi presentata all’assemblea di Reggio Emilia del 7 gennaio 1797 e darà vita alla bandiera italiana»

    Commento by diciamola

  5. grazie per questi suggerimenti ma desidero che questo spazio sia dedicato alle segnalazioni dei libri sui 150 dell’unità d’Italia. Hai qualche libro di valore da segnalare?

    Commento by FrancescaV

  6. Benigni e’ veramente straordinario. Me lo sono guardato questa mattina e credo che, quando mio figlio dovra’ studiare l’unita’ d’Italia, gli faro’ vedere Benigni a Sanremo. E’ stata una lezione di storia meravigliosa e commuovente.

    Commento by Emporio74

  7. Non ti arrabbiare pure tu, sono finito su questo blog perche’ stavo cercando fonti che documentino l’ipotesi di Benigni, e cioe’ che il tricolore sia riconducibile al passo della Divina Commedia che descrive l’incontro di Dante con Beatrice, alla fine del Purgatorio. Ipotesi assolutamente affascinante.
    Onestamente non ho trovato fonti a sostegno. Buona continuazione.

    Commento by diciamola

  8. hai perfettamente descritto la mia stessa emozione Emporio74

    diciamola, ma non mi arrabbio figurati 🙂 Chidevo solo di restare un po’ in tema dopo diversi commenti, tutto qui. Secondo me per trovare la fonte che crechi bisogna lasciar perdere google e andare in biblioteca, che ne dici? Se trovi qualcosa poi ci fai sapere? Grazie!

    Commento by FrancescaV

  9. Non mi trovo in Italia, non ci sono biblioteche in italiano qui 🙂 Ma ho intere biblioteche online a disposizione e non si trova nessuna pubblicazione in merito 🙁

    Commento by diciamola

  10. Io propongo “Le confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo, sicuramente impegnativo come lettura ma come scordare la Pisana, tra le figure femminili più suggestive della letteratura italiana?

    P.S: Effettivamente anche a me risulta (cioè l’informazione la devo a mio papà che è professore di storia :)) il 1797 come data di nascita del tricolore…

    Commento by Elisa

  11. Ciao a tutti e grazie a Francesca dell’ospitalità.
    Sto frequentando un corso e qualche settimana fa l’insegnante, parlando del Tricolore, ha fatto cenno alla stessa storia raccontata da Benigni e legata alla Divina Commedia. Comunque, non penso che Benigni volesse parlare da storico, con la stessa scientificità intendo; l’importante era comunicare un’emozione e un sentimento della nostra bandiera che si perde in un passato lontano.
    Però se ne discutiamo con l’atteggiamento di San Tommaso, che voleva toccare con mano ogni cosa, forse non abbiamo recepito il senso del suo intervento. Io l’ho trovato davvero bello e al di là di ogni retorica.

    Francesca, mi sono iscritta alla tua iniziativa sulle ricette italiane. Ne ho già in mente più di una… Grazie per l’opportunità, ciao!

    Commento by tatagioiosa

  12. Ciao Francesca e ciao a tutti..
    Cercavo qualche info su testi che parlassero dell’Unità d’Italia e sono approdato qui, spinto anch’io dalla esegesi di Begnini a Sanremo (unico momento del Festival che ho visto tra l’altro) e ancor più dall’articolo di Beppe Servegnini sul corriere.it (http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_20/coccarda-severgnini-tricolore_b860150e-3cc3-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae.shtml) che spiega come anche chi è “contro” l’Unità d’Italia alla fine, indirettamente è patriottico.
    Sono d’accordo con chi dice che non conosciamo e non sappiamo abbastanza del nostro passato, della nostra bandiera. Guardiamo gli americani, attaccatissimi alla loro storia e alla loro bandiera, istruiti forse al patriottismo fin da piccoli. In qualche modo son da ammirare per questo 🙂
    Scusa l’off topic, ma, mi piaceva poter dire la mia e ringraziarti di questo post. Se troverò qualche titolo interessante oltre quelli che hai citato tornerò a segnalarveli.

    Buona domenica!

    Markus

    Commento by Markus

  13. Ti segnalo “Il coraggio della Libertà”, il libro scritto da Marika Cannata, pronipote di un eroe del risorgimento in Sicilia. E’ la cronaca romanzata che esplora l’animo di un uomo vissuto realmente e che paga a caro prezzo il suo coraggio.
    È un affresco vivace con rapide pennellate del periodo dei moti risorgimentali siciliani che vide Catania come importante teatro di scontri fra rivoluzionari e truppe borboniche. Carlo, rampollo di un’aristocratica famiglia catanese, ha la sua vita segnata dall’impegno politico vissuto con grande passione e virulenza e neanche l’amore per la moglie Aurora prima e per Angela dopo riesce a dissuaderlo dalla sua ferma determinazione di combattere per la “Libertà” convinto com’è che il nuovo ordine “italiano” portato nel Regno delle due Sicilie dal vento rivoluzionario mazziniano spazzerà via lo “straniero” da una terra che, secondo lui, si sente sempre più italiana.
    Le barricate sulle quali Carlo combatte assieme ai suoi fratelli rivoluzionari ed erette per difendersi dai borboni resteranno al loro posto dopo la vittoria. Infatti quando tutto sarà finito Carlo dovrà ancora combattere sulle sue barricate, ma questa volta non più contro i borboni.

    Commento by Corrado Rubino

  14. Beh, la performance di Benigni è stata insuperabile, ma i suoi riferimenti storici e letterari vanno presi come delle boutade, perché non hannno alcun fondamento, anzi nella ricostruzione storica del risorgimento non ha avuto alcuna remora ad infarcire il suo intervento di inesattezze.

    Commento by Lupastro

  15. Per favore non scrivete “idiozie” sulla storia della nostra bandiera. Sono d’accodo sul fatto che quello che ha detto Begnignia sia molto bello, ma come riporto di seguito, i fatti sono andati diversamente. Tengo a precisare che quanto scritto non sono parole mie ma le ho trovate in un qualsiasi sito internet: (www.radiomarconi.com/marconi/bandiere/storia_bandiera.html)
    come avete giustamente detto Benigni è un comico e come tale bisogna dare il giusto peso alle sue parole.

    “I primi a ideare la bandiera italiana sono stati due patrioti e studenti dell’Università di Bologna, Luigi Zamboni, natio del capoluogo emiliano, e Giambattista De Rolandis, originario di Castell’Alfero (Asti), che nell’autunno del 1794 unirono il bianco e il rosso delle rispettive città al verde, colore della speranza. Si erano prefissi di organizzare una rivoluzione per ridare al Comune di Bologna l’antica indipendenza perduta con la sudditanza agli Stati della Chiesa. La sommossa, nella notte del 13 dicembre, fallì e i due studenti furono scoperti e catturati dalla polizia pontificia, insieme ad altri cittadini. Avviato il processo, il 19 agosto 1795, Luigi Zamboni fu trovato morto nella cella denominata “Inferno” dove era rinchiuso insieme con due criminali, che lo avrebbero strangolato per ordine espresso della polizia. L’altro studente Giovanni Battista De Rolandis fu condannato a morte ed impiccato il 23 aprile 1796. Napoleone la adottò il 15 maggio 1796 per le Legioni lombarde e italiane. Il 18 ottobre dello stesso anno, il senato riunito a Bologna decreta che sia creata una Bandiera coi colori Nazionali Verde Bianco e Rosso a bande verticali, la quale divenne per i patrioti, simbolo di speranza per un migliore avvenire: con questo valore fu adottato dalla Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797, qualche mese dopo da Bergamo e Brescia e poi dalla Repubblica Cisalpina. In quell’epoca le sue bande erano disposte talvolta verticalmente all’asta con quella verde in primo luogo, talvolta orizzontalmente con la verde in alto; a cominciare dal 1° maggio 1798 soltanto verticalmente, con asta tricolorata a spirale, terminante con punta bianca. Nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l’uno nell’altro; questo cambiamento fu voluto dal Melzi (vice presidente della Repubblica Italiana) per cancellare ogni vincolo rivoluzionario legato alla bandiera. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine Italia, e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine. Durante i moti del ’48/’49, sventola in tutti gli Stati italiani nei quali sorsero governi costituzionali: Regno di Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Milano, Venezia e Piemonte. In quest’ultimo caso alla bandiera fu aggiunto nel centro lo stemma sabaudo (uno scudo con croce bianca su sfondo rosso, orlato d’azzurro). La variante sabauda divenne bandiera del Regno d’Italia fino al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne Repubblica e lo scudo dei Savoia fu tolto.”

    Commento by Andrea

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