L’antica festa di San Giovanni a Roma

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Oggi è San Giovanni Battista e a Roma si festeggia l’antica festa di San Giovanni, a Piazza di Porta San Giovanni in Laterano (e dove senno). Terzo anno consecutivo della riedizione della festa nata nel 1891.
Lumache per l'antica festa di San Giovanni a Roma

image © Mylène Bressan
for openphoto.net CC:Attribution-ShareAlike

In passato infatti San Giovanni era una delle feste, religiose e profane, più sentite dai romani. La festa aveva inizio la notte della vigilia, detta ‘la notte delle streghe‘, che la tradizione diceva andassero in giro a rubare le anime. Le persone, da tutti i rioni di Roma, si mettevano in cammino con lanterne in mano, per arrivare sul sagrato della basilica di San Giovanni, pregare il santo, e andare a mangiare le lumache nelle osterie.

Sì perchè mangiare le lumache, le cui corna volevano dire discordia e avversità (più tardi presero il significato di tradimento), voleva dire distruggere le avversità. Mangiandole, infatti, si seppellivano nello stomaco i contrasti e i rancori accumulati durante l’anno, dando all’usanza un significato di riconciliazione.

Per tutta la notte si mangiava e beveva, e si faceva molto rumore con campanacci di ogni tipo, per scacciare le streghe ed impedire loro di cogliere le erbe per i loro incantesimi.

All’alba arrivava il papa in basilica, celebrava la messa, e poi dalla loggia della basilica getteva monete d’oro e d’argento scatenando la folla di cittadini. (fonte: San Giovanni e la notte delle streghe, Porta San Giovanni (Roma))

Nel rispetto della tradizione, anche quest’anno verranno cucinate e distribuite gratuitamente 200 kg di lumache a chi accorrerrà per la festa, e verrà allestito un palco per esibizioni musicali.

Chi di voi vi parteciperà?

Un’altra tradizione per San Giovanni, è quella di raccogliere durante la notte del 24 giugno le noci, per infonderle con tutto il loro mallo nell’alcool per fare il nocino, liquore la cui preparazione, sempre per tradizione, termina la notte di Ognissanti, il 31 ottobre.

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Commenti


  1. Io ieri sono stata al concerto del coro della Chiesa di San Giovanni! E il direttore del coro, don Marco Frisina, aveva appunto citato questa festa delle lumache, e mi ero incuriosita molto. Negli stand (pochi, mi dicono, rispetto agli anni scorsi) non ho visto lumache, forse erano finite alle 23? In compenso c’era un’azienda romana che fa delle marmellate pazzesche 🙂

    Commento by Elvira

  2. Forse le lumache si dovrebbero trovare stasera, anche se ancora non sono sicura su quale sarebbe il modo tradizionale di cucinarle. Se qualcuno ne sa qualcosa si faccia avanti 🙂

    Mi dici il nome dell’azienda romana delle marmellate? Io adooro le marmellate!
    Buona domenica Elvira

    Commento by FrancescaV

  3. più o meno così :

    Ingredienti per 4 persone: 600g di lumache di vigna, mezzo chilo di pomodori pelati, 4 filetti d’acciuga, 2 spicchi d’aglio, un peperoncino piccante, olio extravergine d’oliva, sale, pepe, mentuccia
    la cosa più difficile è spurgare le lumache..
    Ci vogliono un po’di giorni… una volta si facevano dentro a un sacco di tela, ma qualcuna mangiava anche quaello 🙂
    Cmq una volta spurgate e pulite si dovrebbero sbollentare (povere).
    il resto è il sughetto per ripassarle.
    La mia ex-suocera le sgusiava una ad una per essere sicura che fossero ben pulite !!!
    Buonisssssime.
    Lei in montagna le faceva a ferragosto da mettere su una pizzetta fritta !!!

    Commento by Claudia-Cloo

  4. grazie mille Claudia-Cloo, non sapevo che nel sugo ci fossero anche le alici. Ricordo mio papà quando raccoglieva d’estate le lumache in montagna, dopo un temporale pomeridiano. Stavano sul balcone dei giorni, e ce le ritrovavamo ovunque 🙂

    Mai sentito parlare di questa pizzetta fritta con sopra le lumache, montagna di quale parti?

    Commento by FrancescaV

  5. Francesca. ecco cosa scrive in breve Giuliano MAlizia nel libro di cui ti parlavo (http://www.ibs.it/code/9788882895853/malizia-giuliano/cucina-romana-ebraico.html), c’è molto in comune con la ricetta di Claudia:

    Si comprano le lumache (sono le migliori): un tempo le venditrici le portavano nei cesti tenendole vive dando loro briciole bagnate e foglie di vite.
    Dopo un paio di giorni di riposo (non specifica tenendole come, ma immagino nell’acqua?) comincia lo spurgo: si mettono in una bacinella capiente con un pugno di sale ed un bicchiere di aceto, si muove con le mani e si provoca così l’uscita di schiuma abbondante. Si butta via l’acqua e si ripete l’operazione più volte, finendo con un lavaggio di acqua fresca, in modo che non vi sia più traccia di bava. Poi si mettono in un tegame con acqua fredda su fuoco basso: quando le lumache cominciano a tirare fuori la testa dal guscio si aumenta la fiamma in modo che rimangano stecchite (macabro 🙁 ) e si lascia bollire per 10 minuti. Poi si pescano le lumache e si fa un ultimo lavaggio in acqua fredda.
    Per il sugo: in un tegame di coccio si mette olio, qualche spicchio di aglio, si fa rosolare a poi si aggiungono le alici salate, diliscate e tagliate a pezzetti, schiacciandole poi col cucchiaio di legno. Aggiungere i pomodori pelati privati dei semi e tagliati a pezzettini (ci vuole molto sugo per le lumache), sale, pepe e un po’ di mentuccia. Volendo anche del peperoncino. Si versano le lumace nel sugo e si fanno insaporire per mezz’ora.

    Commento lunghissimo, ma mi faceva piacere condividerlo sul blog. Per inciso, io non lo farei mai :))

    Commento by Elvira

  6. Molto interessante Elvira, grazie mille di averlo condiviso qui. Per inciso, pure io mai 🙂

    Commento by FrancescaV

  7. Volevo dire “si comprano le lumache di vigna”, che sono le migliori.

    Francesca: diciamo che questa ricetta in particolare l’abbiamo letta per il gusto della conoscenza 🙂

    Commento by Elvira

  8. Mi è nuova. Grazie mille!

    Commento by Calogero

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