Le buone cose naturali… o artificiali?

Non c’è ombra di dubbio; le nostre convinzioni culturali alterano pesantemente la percezione dell’ambiente che ci circonda.

In effetti, la stragrande maggioranza della popolazione mondiale considera “naturale” ciò a cui è abituata, quello che ha sempre visto esistere.
Il vino e la birra, per esempio, sono considerati prodotti naturali. In realtà non esisterebbero se gli uomini non avessero, nel corso dei secoli, affinato delle tecniche produttive che, con l’aiuto di tanta chimica e di un pizzico di microbiologia, hanno permesso la trasformazione di uva e cereali rispettivamente in vino e birra.
Insomma, roba artificiale che più artificiale non si può.

Allo stesso tempo ci resta difficile immaginare che la Coca Cola sia qualcosa di naturale perché non riusciamo ad associarla a niente che conosciamo. Inoltre, a questa impressione, si aggiungono decine di leggende metropolitane che contribuiscono, e non poco, alla sinistra fama della bevanda in questione.
Restereste sorpresi se vi dicessi che invece tutti gli aromi che costituiscono la famigerata bevanda sono riconducibili agli estratti di qualche pianta aromatica, ed il resto dei componenti sono acqua, zucchero, un acidificante (acido fosforico) ed un pizzico di caramello per conferire il tipico colore bruno (e che altro non è che zucchero “bruciato”)?

In realtà non c’è niente di più artificiale del concetto di “naturale”.

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Clafoutis leggero di ciliegie

Ovvero il dolce del sabato mattina. Sì perchè ieri finalmente sono riuscita a trovare delle ciliegie degne di questo nome, carnose e di colore scuro, mature, d’origine francese e qualità belge e diciamo a costo  ragionevole. E poi da qualche giorno pensavo di fare un dolce per me e Carlo, per coccolarci durante il finesettimana. Ciliegie chiama clafoutis e dunque il cerchio si chiude.

ciliegie

Classico dolce francese, il clafoutis è composto da una pastella simile a quella delle crèpes nella quale si immergono le ciliegie, si mette tutto in forno e dopo 25 minuti circa il dolce è pronto. Ora vi chiederete perchè leggero. Ecco, io questa volta non volevo proprio modificare nulla, avevo la ricetta di Michel Roux (dal bellissimo libro ‘Uova’) aperta sul ripiano della cucina, tutti gli ingredienti pronti, e poi quando ho tirato fuori il burro per farlo sciogliere mi è balenata questa idea: ‘E se lo sostituisse con un buon yogurt bianco naturale e cremoso’? (quello fatto in casa per intenderci). Mi son buttata nell’esperimento e  quindi vi presento il clafoutis alle ciliegie versione leggera.

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Vellutata fredda di carote al miso

Magari a primo acchitto non sembra, ma vi assicuro che questa ricetta è stata per me un perfetto svuotafrigo: per le carote da troppo tempo in attesa e per quella bella confezione di miso giapponese, comprato in inverno per metterlo nelle zuppe, ma che contiene miso in quantità industriali e che perciò mi ritrovo a smaltire d’estate. Se siete nella mia stessa situazione ecco, questo è il post che fa per voi.

carote

E prima di dirvi come si fa la vellutata di carote al miso (facilissima e buonissima) vi parlo di un altro libro di cucina: bello, di quelli che piacciono a me perchè hanno una storia da raccontare, una storia di passione e amore per il cibo, storia di vita vissuta inseguendo il proprio sogno.

Il libro è ‘Breakfast, lunch, tea’ di Rose Carrarini, che nel 1988 fondò a Londra la famosa épicerie fine Villandry, per approdare poi nel 2002 a Parigi con una pasticceria-ristorante anglofrancese, Rose Bakery, dove c’è spazio solo per semplicità, freschezza e qualità. La vellutata l’ho trovata su un Marieclaire Maison dell’anno scorso, ricetta di Rose Bakery, subito strappata e conservata nel libro.

E ora si cucina.

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Hummus – Purè di ceci

Così comincia la ricetta dell’hummus sul mio bel libro di ‘Sapori arabi’ edito dalla Guido Tommasi, scritto da un palestinese, Salah Jamal, che negli anni ’70 lascia la sua terra per andare a studiare in Spagna. Ben presto si accorge che lì non trova gli ingredienti per preparare un vero pranzo arabo, e manca pure la tahina, la crema di sesamo, ingrediente fondamentale di molti piatti arabi, tra cui anche l’hummus di ceci.

hummus_033

In questo libro, che amo particolarmente e che spesso porto in dono alle mie amiche amanti del cibo come me, sono raccolte tante ricette che accompagnano il lettore in un viaggio tra sapori, spezie e tradizioni differenti del Medio Oriente. Avevo il segno su questa ricetta almeno da due anni, e una cena tra amici di qualche giorno fa è stata l’occasione (finalmente!) di metterla in pratica.

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Resoconto corso gratuito sulle pentole

Francesca mi ha chiesto di scrivere per voi sue lettrici e lettori il resoconto del corso gratuito sulle pentole, che PentoleOnline ha organizzato il 15 maggio 2010 a Milano. Come alcuni di voi sanno, io sono il docente, cuoco dei corsi di cucina maisazi, che per conto di Tradeplus ha tenuto il corso. Mi limiterò quindi agli argomenti, senza indicazioni sul livello di gradimento. Questo sarebbe più giusto che lo dicessero gli allievi, non certo io :)

Chi c’era?

In tutto ci saranno state una ventina di persone, tra cui un paio di cuochi, diversi allievi di altre scuole di cucina (considerate che in Italia corsi di questo tipo non ve ne sono altri), appassionati di cucina, un paio di giornalisti e redattori di contenuti, io ed ovviamente qualche amico che si interessa ai fornelli.

Nomi delle forme

Dopo i saluti, il corso è iniziato col dare un nome ad ogni forma, togliendo qualche dubbio e sgombrando il campo da alcuni comuni errori, come quello che fa chiamare teglia ciò che in realtà sarebbe una rostiera e tegame ciò che in realtà sarebbe una casseruola. Immancabili i commenti, quando si sono visti i nomi di alcuni strumenti comunissimi in Italia. Già, perché quando si scopre che padelle e casseruole sono state inventate dai Francesi, ovviamente ci si resta sempre un po’ male! S’è parlato della casseruola svasata, della dritta, della lionese, della padella a saltare, di quella a flambare, delle placche, ecc.

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Insalata di asparagi bianchi, mango e mozzarella

Si parlava con Enrico, nei commenti al risotto asparagi bianchi e fragole, di altri abbinamenti con gli asparagi bianchi, gli asparagi per eccellenza dell’Alsazia. Ne ho venuta fuori l’idea di un’insalatona, di quelle grandi che fanno da piatto unico, fresca, colorata e molto buona, condita con olio extravergine d’oliva. Credo l’unica pecca sia quella di non trovare in bocca un sapore deciso che aiuti a contrastare il dolce di asparago, mango e mozzarella. Suggerimenti? Magari si potrebbe provare a condirla con una vinagrette alla salsa di soia, come suggeriva sempre Enrico. Chi prova e poi ci dice?

insalata-asparagi-mango_02

E poi, ma quanto è buono il mango?! Io non compro (quasi) mai frutta e verdure esotiche, tranne l’avogado, l’unico che entra di diritto nella mia lista della spesa, chissà poi perchè. L’eccezione fatta per questa insalata è stata ben ripagata: il mango ha un colore e una dolcezza che conquistano al primo assaggio.

Per chi ha fortuna, poi, di farsi un viaggio in India, non deve assolutamente perdersi la stagione dei manghi, che cade tra marzo e aprile: si dice che sia indescrivibile il loro sapore a quelle latitudini, come i patti indiani che vengono preparati con questo frutto. Io prenoterei subito!!

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Corso gratuito sulle pentole a Milano

Chi cucina, non importa se per professione o solo per passione, sa quanto sono importanti gli strumenti del mestiere, e cioè le pentole, e soprattutto quanto sia difficile scegliere la pentola giusta per la ricetta giusta.

Per questo motivo, per chi avrà la fortuna di esserci, il corso gratuito sulle pentole ‘Non solo pentole’ che si terrà a Milano sabato 15 maggio 2010, dalle 9.30 alle 13.00 presso lo Spazio Melampo di via Carlo Tenca 7, aiuterà a districarsi tra le differenti pentole e pentolami in circolazione e il loro corretto utilizzo con la giusta pietanza.

Il docente sarà Francesco de Francesco, cuoco della scuola di cucina Maisazi.com, grande professionista nonchè amico ormai di vecchia data (è suo l’utilissimo articolo sulla gestione delle temperature del forno, ve lo ricordate?).

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Pasta con piselli e curry

Un’altra pasta dell’ultimo minuto. Cominciate a capire ormai che farsi un piatto di pasta a casa mia è considerato il pranzo o la cena veloci, quelli che non devi programmare chissà che spesa o ipotecare chissà quanto tempo prima di mettersi a tavola e mangiare. Si apre la dispensa, si vede cosa c’è, si tenta un abbinamento con 2 massimo 3 ingredienti e poi si decide il formato di pasta che più va a genio in quel momento, c’est tout. Non resta che accendere i fornelli e via, in massimo 30-40 minuti si è in tavol,a con un piatto di pasta fumante. Un’altra cosa che ormai vi sarà chiaro è che a casa mia, in dispensa, il curry non manca mai. E’ la spezia che sia io che Carlo privilegiamo quando si tratta di cucinare, l’abbiamo provata con carne, pesce, legumi, perchè non provare pure con la pasta?

pasta-piselli-curry

L’idea di questa piatto mi è venuta in bici, al rientro dall’università. Mi ripassavo nella mente la dispensa delle spezie, e dopo il curry mi interrogavo magari sull’aggiunta di semi di sesamo tostato. Poi arrivo a casa e mi imbatto nei fusilli con curry e piselli di Labna. Acconto allora l’idea del sesamo, mi butto sui piselli e aggiungo al tutto la pancetta.
La pasta piselli e curry (leggi svuotafrigo e svuotadispensa) è pronta :-)

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Torta rustica di pane al cioccolato

Alzi la mano chi ha ancora il cioccolato delle uova di Pasqua in dispensa? E chi ha del pane raffermo che non sa come utilizzare? Allora prendete subito carta e penna, la ricetta di questa torta rustica di pane al cioccolato è per voi. Ricetta e foto sono opera di Claudia, espatriata in Francia come me, colei che ha realizzato per FrancescaV anche i bellissimi Maamoul pasquali.

torta_pane-cioccolato_01

La ricetta è tratta da un numero della rivista ‘La cucina di casa mia’. Ovviamente per fare la torta di pane al cioccolato potete usare anche cioccolato nuovo (chè lo so che le uova le avete già finite ;-) ).

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Risotto agli asparagi bianchi e fragole

Qualche giorno fa avevo voglia di risotto agli asparagi, visto che finalmente è tornata la loro stagione. Il marito è andato al mercato a comprarli, ed è tornato con una busta di begli asparagi, lunghi e carnosi, e bianchi! Sì, perchè questa è la regione dell’asparago bianco alsaziano, a cui il 9 maggio gli verrà addirittura dedicata una festa, la fete de l’Asperge à Hoerdt. Ma io volevo farmi questo risotto, e farlo con solo gli asparagi bianchi sarebbe stato visivamente troppo anemico per i mie gusti. Come risolvo?

risotto-asparagi-fragole_01

Mi sono venute in soccorso le fragole, compagne di stagione degli asparagi di cui, da un paio di settimane, tengo sempre una vaschetta pronta all’uso in frigo, ed è nato questo risotto agli asparagi (bianchi) e fragole. Ah dimenticavo, per concludere in bellezza il quadretto regionale, non dovrà mancare una bottiglia di pinot bianco d’Alsazia, pure bio ;-)

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